Durante l'estate di un anno fa lavoravo in una bancarella dove vendevo libri di tutti i tipi. Un giorno, era una giornata calda di luglio e non c'era praticamente nessuno quella mattina, su un'asse di legno della bancarella scrissi questa storia, per me assurda e con un filo di tristezza alla fine.
Questa è la mia "Storia assurda numero 1", buona lettura!
Pianeta Heart
Isabel è una ragazza dal cuore di pietra, non perché sia una ragazza cattiva o egoista, ma perché il male che il mondo le ha inflitto, anche se molto giovane, sembra averla fatta diventare un pezzo di ghiaccio.Un giorno d'estate però, mentre camminava sulla spiaggia, sentì una mano toccarle le spalle. Si voltò ed era un ragazzo di all'incirca 16 anni, forse suo coetaneo, apparentemente un po' sciupato, molto secco, con capelli scuri e corti e occhi un po' scavati all'indentro, ma chiarissimi, e dall'aria buona.
<<Ti è caduto il portafoglio>>
<<Ah...Grazie...>>
<<Sei un po' scorbutica?>>
<<No, ma che vuoi?>>
<<Niente, mi hai guardato come se te l'avessi rubato ma invece te lo sto ridando>>
<<No, è solo il mio modo di fare, ma che vuoi? Ci conosciamo?>>
<<No, ma magari un giorno...>>
<<Vabbé, ciao!>>
Isabel guardava quel ragazzo incuriosita e dopo tanto tempo le spuntò dalla bocca un mezzo sorriso. Più tardi al bar si sentì risfiorare la spalla: era lui un'altra volta.
<<Ma guarda te che coincidenza! Ciao ragazza a cui ho restituito il portafoglio e della quale non so il nome>>
<<Ma ciao ragazzo raccatta-portafogli, sei sicuro che non me l'hai preso apposta, il portafoglio, per non rompermi le scatole?>>
<<Pensala come ti pare, ma se l'avessi fatto non avresti i soldi per l'aranciata adesso. Comunque mi presento: io sono Dean, piacere>>
<<Ah, piacere...>>
<<E il tuo nome?>>
<<Isabel>>
<<Bel nome! Senti Isabel: usciresti con me stasera?>>
<<Cosa? No>>
<<Perché?>>
<<Neanche ti conosco>>
<<Prova a conoscermi, dai, solo per stasera!>>
Il ragazzo ci provò per ore con Isabel: le comprò gelati, ghiaccioli, e anche un po' di cocco fresco, fino a quando Isabel dallo sfinimento accettò.
Negli occhi di quel ragazzo intravedeva qualcosa di magico che le piaceva ed era come se la facessero stare meglio. Passarono una, due, tre serate insieme e Isabel cominciava a sciogliersi lentamente: parlava tanto con Dean, tanto che diventò l'unica persona di cui si poteva fidare realmente. Un mese dopo circa arrivò il primo bacio e da quel giorno cominciò la loro storia d'amore. Le giornate trascorrevano serene, tra passeggiate in bicicletta, risate e lacrime, che Isabel non sapeva più cosa fossero da tempo; tutto questo grazie a Dean.
Un giorno, dopo circa otto mesi di relazione, arrivò alla madre di Isabel la notizia di un imminente trasferimento per lavoro. La ragazza era distrutta: doveva salutare Dean e forse per sempre.
<<Non voglio lasciarti Dean, non so come fare senza di te! Sei l'unico con cui posso parlare e sei l'unico di cui io mi possa fidare>>
<<Ascolta Isabel: avremmo dovuto lasciarci comunque prima o poi>>
<<Cosa? E perché?>>
<<Vedi, ti sembrerà incredibile ma è arrivato il momento di dirtelo: io non sono propriamente di questo pianeta; vedi, io e la mia specie veniamo da un pianeta chiamato Heart e noi nasciamo proprio per donare un cuore alla gente che non ne ha uno>>
<<Stai scherzando?>>
<<No, vedi, io sono nato a causa tua perché le cattiverie e il dolore che hai subito ti hanno fatto diventare il cuore di pietra; perciò Isabel io oggi ti dono il mio, perché sono convinto che cercherai di difenderlo e di non ridurlo più nel nulla assoluto. Ma Isabel, soprattutto: è questo lo scopo della mia vita>>
Dean strinse forte Isabel e vennero avvolti da una turbine misterioso, mentre dai loro corpi uscivano fuori i loro rispettivi cuori, che si scambiarono l'un l'altro. Mentre succedeva questo, una luce illuminava gli occhi di Dean. La ragazza svenne tra le sue braccia, lui la posò delicatamente per terra, le diede un bacio sulla fronte e intanto la luce proveniente dai suoi occhi si stava lentamente spegnendo. Il ragazzo sembrava far fatica a respirare. Mentre si accasciava a terra sussurrò dolcemente nell'orecchio della ragazza: "Ti amo".
I suoi occhi si spensero definitivamente e morì sdraiato con la testa sopra il petto di Isabel. Quest'ultima al risveglio non trovò il corpo del ragazzo, ma una piccola foglia appoggiata sul suo cuore. Isabel purtroppo non si ricordava neanche dell'esistenza di quel ragazzo. Sapeva solo che si sentiva meglio, sapeva solo che poteva ricominciare ad amare da quel giorno.
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