venerdì 17 ottobre 2014

Senza una donna

La storia di stasera è un'altra di quelle nate mentre frequentavo la Scuola Omero.
In questa mi sono divertita ad uscire un po' dal convenzionale, se così si può dire..
Ditemi cosa ve ne pare! :)



Senza una donna
Ho amato solo tre donne nella mia vita fino ad ora: mia madre, la mia migliore amica e la mia ultima fidanzata. Sono un ragazzo molto giovane, ma so già di poter usare queste parole. Lei, Marina, la mia ex, fu veramente la prima per cui non riuscivo a dormire la notte. La incontrai un giorno al solito bar dove facevo colazione tutte le mattine. <Un cappuccino ed un cornetto vuoto, grazie>, alzai gli occhi e vidi quella nuova e bellissima barista, alta, mora, con gli occhi chiari e due tette da mozzare il fiato. Già lo sapevo: lei doveva essere mia. Senza pensarci, appena finito di fare colazione le lasciai il mio numero di cellulare sotto al piattino e me ne andai. Tornai il giorno dopo e lei giustamente mi dette dello sfrontato, ma piano piano, cappuccino dopo cappuccino la convinsi ad uscire con me. Ci baciammo per la prima volta il 30 novembre alle 22:35 a casa sua mentre guardavamo “l'Esorcista”, e ci siamo messi insieme due giorni dopo. La mia migliore amica invece l'ho conosciuta in terza elementare. Abbiamo avuto sempre gli stessi gusti, per il modo di pensare, in fatto di musica, di vestiti e di donne. L'ho sempre difesa dalla malelingue riguardo al suo orientamento sessuale e lei mi ha sempre considerato un fratellino da coccolare, e ci è riuscita sempre bene. Di mia madre beh, cosa devo dirvi? La mamma è sempre la mamma.
Arrivati a compiere due anni di fidanzamento ero abbastanza felice, Marina no. Era sempre nervosa, triste, distratta, quasi non riusciva a baciarmi, mi disse che era solo un periodo e che le sarebbe passata, ma niente, passarono altri mesi e lei continuava ad essere sempre più irraggiungibile. Io da innamorato perso quale ero chiusi un occhio perché lei mi andava bene lo stesso. Arrivò un altro 2 dicembre ed insieme compimmo tre anni. Le volli fare una sorpresa, dicendole che avremmo festeggiato il 4, invece no: vestito in smoking e con un mazzo di rose, decisi di andare a prenderla direttamente a casa. Bussai e poi suonai, ma niente, non apriva, così decisi di usare la copia delle chiavi che lei stessa mi aveva dato. Bastò un giro e fui dentro. Sentii subito un odore familiare, sembrava quello di Katia, la mia migliore amica. Proseguii verso il bagno, sentivo che Marina era lì, aprii la porta e non era da sola. Era proprio in compagnia di Katia, tutte e due per terra nude in procinto di un rapporto sessuale. Fu come se un pezzo di ghiaccio mi si fosse conficcato nello stomaco. Mi gelai. Di corsa si rivestirono e di corsa me ne andai. Avevo capito tutto solo in quel momento. Le sue ansie e angosce, e soprattutto i poster di Angelina Jolie sparsi per tutta la camera che come facevano arrapare me lo facevano anche con lei, quei gesti, quei pensieri: era lesbica e io facevo finta di niente. Ma quello che veramente fu peggio, fu il fatto che di tutte le donne con cui poteva tradirmi aveva scelto proprio la mia migliore amica. Si presentarono dopo qualche giorno a casa mia mano per la mano, dicendomi che si amavano e che non sapevano come dirmelo. Marina mi dette un bacio sulla fronte manco fossi suo figlio. La mia migliore amica mi lasciò anche un biglietto sotto il tappeto con scritto <Scusa ma capita in tutti i sessi di innamorarsi della persona sbagliata e io ho scelto proprio Marina. Spero tu possa perdonarmi un giorno, anche se dovessero passare trent'anni io ti aspetterò>. Non passarono trent'anni, ne passarono solo tre, di mesi, quando quel gran tegame di Marina la mollò per una più giovane così da ritrovarsi a soli venticinque anni ad avere una crisi di mezza età. La perdonai dopotutto perché mi aveva salvato come solo lei sapeva fare, anche se sbagliando. In quel modo mi sarei tenuto la mia fidanzata gay anche se me l'avesse confessato, invece no, questo colpo era servito soprattutto per farmi riflettere. Adesso siamo rimasti solamente io e lei, Benjamin e Katia, ed entrambi siamo senza una donna.

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