QUELLA PAZZA DI MIA MOGLIE
Sono vivo, ma non ancora per molto.
Sono a terra sul pavimento della cucina con di fronte a me l'orologio a muro a forma di civetta che sembra dirmi: "TE LA SEI CERCATA COGLIONE!"
Ma io che ne sapevo, come avrei mai potuto sapere, che un giorno la donna che ho sposato, mi avrebbe inferto tre coltellate al petto, e che mi avrebbe trafitto il cuore e non solo in senso metaforico, facendomi vomitare sangue come un adolescente vomita la cena la prima volta che prende un sbornia.
Io pensavo fosse un angelo, lei era così bella e non aveva mai dato nessun cenno di pazzia, almeno fino al nostro primo giorno da sposati, dopo la nostra breve ma intensa luna di miele...
L'ho conosciuta al ritorno da un viaggio di lavoro da Hong Kong, non so se avete mai visto quel film con Clooney che salta da un aereo all'atro, ecco se avete presente lui, io faccio proprio quel lavoro, anche se non sono così affascinante.
Insomma mi ritrovai di nuovo all'aereoporto di Roma pronto a tornare alla mia casa e al mio frigorifero vuoti, quando vidi quell'angelo biondo: era vestita come in un un film anni '50 con un foulard sulla testa e occhiali molto grandi a coprirle i bellissimi occhi blu metallo.
Correva spaesata avanti e indietro e sembrava essersi persa, così preso dall'attrazione magnetica che tanti uomini provano nei confronti delle donne le offrii il mio aiuto.
"Salve ha bisogno di una mano?"
"Io perso il mio aereo per tornare a casa in America e adesso non so come fare, il prossimo,domani sera.
I have no money for the hotel."
Pensai: una donzella americana in difficoltà davanti a me, ed io un piacione romano 30enne scapolo, magari almeno una seduta di massaggi ce la facciamo.
"Puoi venire ospite da me fino a domani se ti va."
"Ma io non vuole disturbare, e poi non so se posso fidare de te."
Quell'accento Americano che mi aveva sempre ricordato un po' il barese, mi faceva impazzire e così insistetti ancor di più.
"Io lavoro sugli aerei vedi?
Tutti mi conoscono qui, se faccio il cattivo vengono e mi uccidono, dai fidati: non puoi mica passare tutta la notte sola."
Si abbassò gli occhiali e mi squadrò dalla testa ai piedi:
"Ok, it's just for tonight."
"Certo, just fo tonight."
Ordinammo una pizza, una di quelle veramente buone, e a casa avevo una bottiglia di vino rosso che mi avevano regalato, che essendo astemio almeno fino a quella sera non bevvi.
Bastarono uno, due, tre bicchieri, e lei era già sopra di me, con quella sua langerie italiana, e le sue belle cosce Americane.
Mi baciò il collo, il petto e poi il resto è storia.
La mattina dopo ci svegliammo l'uno accanto all'altra e io capìì che non dovevo lasciarla andare perchè sentivo di aver trovato la donna giusta, quella che mi avrebbe fatto trovare un pasto caldo e un altra bottiglia di vino aperta solo per me e lei.
"Vanessa, io voglio che tu rimanga, resta qua a Roma con me!"
"Non posso, a casa mi aspettano."
"Chi ti aspetta?"
"La mia famiglia, my friends, anche se non ho un lavoro, i've lost it e sono scappata qua per cercare qualcosa."
"Allora vedi, eccomi, mi hai trovato.
Lo so, ci siamo conosciuti ieri ma io ho bisogno di qualcuno accanto, di una bella Americana pazza come te."
"Pazza dice?
Sure..."
Rifacemmo l'amore e dopo un mese me la sposai.
Eravamo solo io e lei davanti al sindaco quel giorno e fu uno dei più belli che potessi mai ricordare: prendemmo la macchina ed io urlai a tutta Roma che mi ero sposato e staremmo stati insieme finchè morte non ci avesse separato, e che quella era la luna di miele più originale di tutti.
Ma come ho già detto dal primo giorno di nozze in poi, cominciò il mio martirio.
Stavo fuori anche per giorni causa lavoro, e quando tornavo a casa, c'era ogni volta qualcosa di diverso o qualcosa per cui c'era veramente da dar di matto.
Cominciamo dalle pareti: le fece dipingere tutte, di un rosso fuoco che se fossi stato un toro mi avrebbe fatto sbattere le corna che almeno con lei spero di non aver mai avuto, al muro.
"Amore perchè le pareti sono rosse?"
"Because, è la nostra pasione è il nostro colore.
Alimenta il nostro fuego!"
Mi guardava con gli occhi sexy e ogni volta mi si buttava addosso ed io cretino che ci cascavo tutte le volte.
"Hai ragione Baby, hai proprio ragione, infatti adesso ho tanta voglia di scopare."
"Anche io treasure!"
"Mamma mia sei bella da essere illegale: sei una WANTED sei"
Una sera tornai a casa invece e stava facendo a pezzi un coniglio intero davanti a me: capite a me che ero sempre stato un vegetariano doc e lei lo sapeva.
"No, ma cosa fai, povera bestia!"
"She's dead darling!"
"Come she?
Sapevi pure che era una femmina?"
"Sì, me l'ha detto macellaio.
Un po' di carne ogni tanto fa bene anche te!"
"Amore, i'm veggy."
"No, you are mine."
Ricordo ancora come si leccò l'anulare pieno di sangue della coniglietta ridendo come una forsennata e dopo mi baciò, iniziai a preoccuparmi, ma non fino a che non trovai un pitone sul nostro letto.
"Vanessa, cosa cazzo è questo?"
"Un serpente my love!"
"Beh, portalo via, ne basta uno di serpenete in questa casa: il mio!"
"Ma lui buono, lui fa compagnia me quando you are so far away from me!"
Mi tirò verso di lei per il braccio, come fossi una fune al quale voleva aggrapparsi a tutti i costi, ma io quella volta mi tirai indietro senza esitare
"Domani portalo via, ne ho paura e sarà il caso che tu la rispetti."
"Oh fuck you, he is a little puppy!"
"Puppy un cazzo, io me la dormo sul divano stanotte."
Dal giorno seguente il serpente non c'era più e il nostro matrimonio anche.
Lei cominciò a impazzire e a sclerare ancor di più e la causa fu che io non l'avevo accontentata e solo per una volta tra l'altro.
"Amore mi verseresti del vino?"
"Here's to you!"
Prese e me lo tirò dritto nel viso andandosene poi diretta a dormire, mentre rideva come una forsennata, come se fosse uscita da una sitcom.
Chiuse la porta a chiave, così a me toccò nuovamente il divano."
"Amore dove hai messo le mie camice?"
"Così sono più carine!"
Aveva strappato le maniche a tutte le camice che avevo, e le aveva tagliuzzate in basso: erano costate una fortuna ed ore di lavoro che una pazza venuta dall'altra parte del mondo aveva buttato al vento.
La notte si alzava spesso, e la sentivo ridere e ridere da sola senza motivo: finchè una volta per andare al bagno, la trovai in posizione verticale accanto al water.
"Amore ma che cazzo fai!"
"Excercise: poi il mio sangue arriva in mio cervello!
It's so funny.
Ahahahah"
"Devo portarti dallo strizza cervelli per caso?"
"No, strizzati il tuo di cervello."
Preoccupato, quando lei tornò a dormire feci una piccola ricerca su internet sul suo conto, visto che iniziai a capire che qualcosa in lei non andava.
"Allora Vanessa Clarckson Biloxi Mississippi, 1983...oh mio dio!"
Trovai una sua scheda di qualche anno prima, aveva i capelli colorati di verde ed aveva un occhio nero.
Era stata in galera per aver torturato una donna che l'aveva superata in fila al supermercato, e aveva ucciso volontariamente un uomo con la sua auto perchè le aveva rubato il parcheggio, ma è stata rilasciata dopo poco e messa in una clinica psichiatrica perchè dichiarata non in grado, di intendere e di volere.
Attenzione chiunque la vedesse è pregato di contattarci: she's dangerous.
Altro che se pericolosa: mi meravigliai di come ancora non mi avesse fatto del male sul serio.
Dovevo liberarmene.
Ma come?
Chiedendo il divorzio, cosa che ho compiuto all'incirca 30 minuti fa.
Ho preso le ferie, me ne sono andato in giro per Roma.
Così ho avuto tempo di pensare: di pensare all'imbecille che ero stato a prendermi una all'aereoporto e poi portarmela diretta a casa, e al cretino che ero tutt'ora perchè anche se era pazza, ne ero ancora un po' innamorato.
Ma soprattutto ripeto, ero fortunato ad essere ancora vivo.
Insomma nenache un ora fa, ho aperto la porta di casa, e lei se ne stava con la faccia mezza addormentata di uno che ha appena preso troppe medicine, seduta sulla sedia fissa a cambiare freneticamente canale della tv.
"Ciao Vanessa!"
"Hi!
La cena è pronta."
"No, no aspetta non alzarti, devo, devo parlarti..."
"What's up!"
"Vedi io, credo che sposarsi sia stato uno sbaglio, anche se lo rifarei perchè alla fine ti amo, però io e te non possiamo stare più insieme, mi dispiace!"
"Do you wanna divorce?"
"Sì, insomma prima ci separiamo, poi divorziamo, ci lasciamo Vanessa."
Si mise la testa tra le mani e chiuse gli occhi, come se volesse piangere: ed io dopo tutto provai a consolarla e fui veramente stupito della sua reazione lì per lì.
"Ehi, tranquilla ti pagherò il viaggio per tornare a casa e così potrai..."
"Curarti?"
"Sì...ehi ma come fai a...?"
Iniziò a ridere di nuovo come se qualcuno le stesse facendo il solletico o le avesse appena raccontato una storia tragicomica come quella che stavamo appena vivendo.
"Perchè ridi così?
Sempre"
"Perchè tu sei funny my little husband, 'cause you are still my husband."
Mi passò una mano tra i capelli e mi diede un bacio a stampo.
"Ho visto che tu fatto ricerca su di me.
Complimenti you identify me, you are good Sherlock honey, ahah."
"Grazie, ma..."
"But now tu non puoi lasciarmi andare così, you know my secret, you have to die!
Ahahahah!"
Mi prese un mezzo infarto quando me lo disse e mi alzai velocemente dalla sedia.
"Non azzardarti, a farmi niente, o chiamo la polizia!"
"Oh I'm kidding.
I don't wanna kill you, o almeno credere."
"Ok, se continui la chiamo davvero e torni negli Usa con una camicia di forza, sennò prendi e vai a curarti, puoi guarire e ripartire da zero e conoscere qualcuno che ti ami più di me."
"No, perchè nessuno vuole donna pazza accanto a se.
Only you, you want me!"
"No, i don't want you anymore."
"You say, the first time we meet: la mia bela pazza Americana ah ah ah, eccola qua, come on darling come here."
"No,io prendo il telefono invece, mi stai terrorizzando"
Non ho fatto neanche in tempo a digitare il primo numero, che lei prese un coltello da cucina e se lo puntò alla gola.
"Ferma, ehi stai ferma!"
"You can't stop me!"
"Sì invece, ti prego non voglio che tu ti faccia del male in casa mia."
"Bastard, you are a bastard, tu vuoi bene solo questa casa!
Io mi ammazzo se tu chiama polizia!"
"Ok, basta non la chiamo, ma togliti quel coltello dalla gola."
Lentamente spostò il coltello dalla sua giugolare e come qualcuno l'avesse spenta, e lo puntò verso il basso, lasciandolo a penzoloni."
"Brava Vanessa, adesso lo prendo io poi ti cambi e ti accompagno all'aereoporto, per il divorzio faremo a distanza, troveremo il modo: voglio solo che tu esca da qui adesso, ah..."
Appena mi avvicinai, coglione che non sono altro mi inferse la prima coltellata sulla destra del petto vicino l'ascella, poi un altra nel parte bassa del polmone, e l'ultima vicino al cuore.
Ed eccomi mi qua che fisso l'orologio a forma di civetta mentre lentamente me ne vado.
Ho qualche spasmo come i pesci fuori dall'acqua e faccio sempre più fatica a respirare, anche se forse chissà ho ancora qualche speranza, ma me lo dico solo per alleviare il peso.
Lei è in ginocchio che guarda l'arma piena del mio sangue; sembra sotto schock ma non direi proprio così, visto che ha ripreso nuovamente a ridere.
"Adesso che mi hai praticamente fatto fuori che cosa vuoi fare?"
"Chiamare i soccorsi, tu stare male!"
"E che gli dirai?"
"Beh gli dirò che..."
Ecco che prende il coltello e che se lo impianta vicino allo stomaco.
"Gli dirò che siamo accoltellati e colpa tutta tua.
Ah ah ah ah."
Tira fuori il telefono cellulare dalla sua tasca, il mio è troppo lontano, e mentre urla come una pazza compone il numero.
Io disperato, fisso ancora il pesante orologio a forma di civetta che noto, sta per staccarsi dal muro.
E ricordo per un attimo come lei, lo avesse voluto piantare a tutti i costi anche se non ne era capace.
"Pronto police mio marito ed io ci siamo accoltellati, lui voleva uccidere me."
Cazzo devo morire da stronzo che voleva uccidere la moglie?
Eh no, ha cominciato lei, ha fatto tutto lei: io l'ho solo sposata, e mortacci miei che l'ho fatto.
Ho sempre voluto morire da eroe, sono un coglione si, ma sarò un eroe almeno per me stesso.
Mi giro in posizione militare e spingendo come un matto arrivo davanti a lei, mentre l'orologio civetta sta lentamente crollando.
Lei ha appena finito di parlare ed i soccorsi stanno arrivando.
"Che cosa vuoi?
Back in your sit!"
"Ah Vanessa, ma parla in italiano!"
Ecco che la spingo forte dove il lavabo e l'orologio che peserà in paio di chili le strapiomba dritto dritto sulla testa.
Ho sempre avuto senso per la misura: tranne che per le donne si, questo l'ho capito.
Credo sia morta, poichè il collo le si è un po' piegato, ma non mi interessa almeno sta zitta.
"Te l'avevo detto che era pesante da tenere, ma mai quanto te amore mio.
Ahahahahahah"
Sì ho sposato una pazza e se i soccorritoti riescono a guarirmi, potrò essere sempre in tempo a sposarne un altra.