sabato 12 dicembre 2015

Piccolo errore XD

Ciao gente! :D pronti per il sabato sera? ;)
Colgo l'occasione per una piccola domanda... "tecnica" XD Vi siete per caso accorti che avevo pubblicato qualcosa di nuovo sul sito? No?!
Beh, per una volta meglio così XP Sapete, non doveva essere pubblicato (ed infatti è tornato al suo posto!), ma ho fatto un piccolo errore... Per fortuna me ne sono accorta! ahahah
Vabbè, vi saluto che sto uscendo! :)
Buona serata a tuttiiiiii

mercoledì 9 dicembre 2015

Locked doors

Oggi si va così: porte chiuse a chiave che non possono essere aperte.. Mai sentiti così?
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Today there it goes this way: locked doors that can't be opened... Ever felt this way?



Locked doors
We are like fire and ice,
My flame could dissolve you,
But you will remain frozen forever,
We are like skin and bones,
But I will not protect you from the damage of the time
You're not like me,
And I'm not like you,
You have just the sound of a broken guitar to my ears,
You don't play anymore

[Chorus]
From the deepest part of my heart I don't want you anymore, to my eyes you are just invisible.... We are just locked doors without the key..... Nobody knocks on us..... 'Cause we are just locked doors without the key, we can't be opened 'cause we are locked doors and nobody have the key...

We are like anger and words:
Together are like a knife in the throat,
We are like peace and war,
For each other there's no hope
It's like we've never existed before tonight so..

[Chorus]
From the deepest part of my heart I don't want you anymore, to my eyes you are just invisible.... We are just locked doors without the key..... Nobody knocks on us..... 'Cause we are just locked doors without the key, we can't be opened 'cause we are locked doors and nobody have the key...

I don't wanna feel your energy and
I don't remember the color of your eyes,
'Cause I don't wanna and I forgot your face
I don't rember the color of your eyes,
'Cause I don't wanna and i forgot your face!

[Chorus]
From the deepest part of my heart I don't want you anymore, to my eyes you are just invisible.... We are just locked doors without the key..... Nobody knocks on us..... 'Cause we are just locked doors without the key, we can't be opened 'cause we are locked doors and nobody have the key...

sabato 28 novembre 2015

Buonasera e buon sabato....
Allora che aspettate?!
Il freddo vi ha congelato le dita?
Coraggio ragazzi,non vi ho mica intristito od annoiato con una delle mie storiexd (anche se un altra sta per arrivare.....)
Quando si parla di musica io sono curiosa e vorrei di sapere cosa ne pensate voi..
Lo so lo so, che in questo blog si parla solo di scrittura,non si parla di videogiochi e non ci si fa la manicure,ma andiamo le storie sono storie e non c'è niente di più bello e vero al mondo non trovate?
Vi aspetto come sempre con ansia e non siate timidi....lo so la timidezza web è contagiosa ma si può curare fidatevi!!!!

martedì 24 novembre 2015

Lost in pain

This is a day where I feel I lost everything,
This is the day I really feel empty...
I've got scars and I have loose pieces of my life around me,
I've lost my last words to try to mend my broken heart,
You go away,
I can't follow you,
'Cause we don't understand each other no more

[Chorus]
I will try to disappear  'cause you will forget me, and I will forget you, but this is impossible, 'cause my entire life is about you, and your life is my best gift, so we can just go and survive but we will still live in pain

This song that I listen to is right 'cause I'm nothing now,
This silence is our murderer,
But maybe it's my new best friend,
This is not a film,
This wind can't change me,
And I can't go with you now,
'Cause these memories just make me crazy,
A friend is a friend but we fall in disaster without our hands

[Chorus]
I will try to disappear  'cause you will forget me, and I will forget you, but this is impossible, 'cause my entire life is about you, and your life is my best gift, so we can just go and survive but we will still live in pain

I will try to understand, you will try to understand(,) but silence is my new enemy, at least silence can't bruise me, no

[Chorus]
I will try to disappear  'cause you will forget me, and I will forget you, but this is impossible, 'cause my entire life is about you, and your life is my best gift, so we can just go and survive but we will still live in pain

mercoledì 18 novembre 2015

Salve a tutti, sperando che qualcuno sia ancora rimasto riparto con un nuovo testo in inglese.
Scusate l'assenza ma ho avuto da fare e la scrittura si era allontata da me, ma l'ho ripresa e messa in tasca XD.
Buona lettura e come sempre spero vi piaccia

Stolen

You have stolen my heart that night;
I wasn't alive no more,
And I was just too young....
I saw your face in my home,
But you wasn't there,
How can people change in a life?
I've changed forever that night because of you...

[Chorus
I have spent days crying, I have spent days to feel it alive, and I've broken and broken pieces of my teens for you, but I'm still here with scars on my heart, and your heart in my soul....

You stole my laugh,
You stole my calm,
I wasn't ready,
For this kind of pain,
That I didn't know,
After that you had stolen every sunny day,
But you bring me to life anyway...

[Chorus]
I have spent days crying, I have spent days to feel it alive, and I've broken and broken pieces of my teens for you, but I'm still here with scars on my heart, and your heart in my soul....

I just want to say that I will never regret anything, that in times like these I miss you more than ever..

[Chorus]
I have spent days crying, I have spent days to feel it alive, and I've broken and broken pieces of my teens for you, but I'm still here with scars on my heart, and your heart in my soul....

venerdì 17 aprile 2015

Diario di uno sfigato - Puntata sette

Cosa vi aspettate leggendo il titolo? ;)
Buona lettura! :)


Una poesia anche per te

Caro diario, ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui bisogna solo fermarsi, fare un bel respiro e sentire il nostro cuore battere; semplicemente per ricordarci che siamo vivi e che dopotutto c'è ancora speranza.
Lunedì pomeriggio sarei dovuto andare a casa di Valentina per chiamare mio padre insieme a lei, ma a volte i tuoi "problemi" vanno messi da parte per aiutare chi ti sta sempre accanto e coloro a cui vuoi bene. Così sono andato da lei, ma come era già successo in passato alla fine abbiamo fatto tutt'altro.
Ad aprirmi la porta fu sua madre: quella era la prima volta che la vedevo in piedi, poiché se ne stava sempre seduta in poltrona con una tazza di tè nelle mani oppure a dormire sempre nella stessa posizione, cioè a braccia conserte e con la testa pendente sulla destra. Indossava una vestaglia bianca, con un'enorme macchia di cioccolata in mezzo al petto, teneva i capelli raccolti a mo' di cipolla e possedeva lo stesso sguardo senza pensieri di una bambina di cinque anni.
<<Oh, ciao Luca. Qualche problema?>>
<<No, veramente avrei appuntamento con Valentina..>>
<<Oh, ma certo: entra pure. Valentina è in camera sua ma non credo scenderà...>>
<<E perché?>>
<<Beh, vedi, non ha mangiato e si è buttata subito sul letto... Credo sia per colpa mia...>>
Improvvisamente quello sguardo da bambina si spense e si riaccese in quello di un adolescente depresso arrabbiato con il mondo.
<<Senta: io salgo, vado a vedere come sta>>
Fatte le scale che portavano alla sua stanza, la porta era aperta: se ne stava sdraiata sul letto a pancia sotto, con la faccia schiacciata sul cuscino, ed indossava ancora il giacchetto.
<<Vale, sono io; cosa è successo?>>
Emise solo un piccolo gemito per farmi capire che sentiva, nient'altro.
<<Ehi, mi diresti per piacere che succede?>>
Alzò la testa ed aveva tutta la matita ed il mascara colati: aveva pianto, e non poco... Poi si rimise subito giù.
<<Ok, ti è presa male, giusto? Oppure tua madre... No, perché sai: lei mi ha appena detto che è per colpa sua se stai così...>>
<<Davvero?>>
<<Sì>>
<<Beh, sai quando sono tornata a casa cosa ho trovato? Lei con una barretta di cioccolato sciolta nelle mani perché l'aveva immersa nel tè caldo, mentre si era appena fatta la pipì addosso. E piangeva, piangeva perché si era scottata>>
<<Cosa?>>
<<E' da ridere, vero?>>
<<No, non credo proprio>>
<<Così ho dovuto cambiarla, e dallo "schifo" mi è passata la fame... Luca, lei non è malata: sarebbe una donna sanissima che potrebbe muoversi, andare a correre, divertirsi ancora. Invece il suo cervello si è perso per colpa di quello stronzo di mio padre e  adesso inizia addirittura a farsi la pipì sotto. Sai quanti anni ha? Spara una cifra>>
<<Oddio.. Cinquanta, cinquantadue?>>
<<Quarantatré. Lei ha quarantatré anni e ne dimostra molti di più, almeno per quanto riguarda il fisico e come vive... Cazzo, io non so proprio che devo fare... Tu cosa faresti?>>
<<Io? Io, beh, la alzerei di peso dalla poltrona, le direi di vestirsi, di andare a fare una passeggiata e di non tornare fino all'ora di cena. E se non mi desse retta glielo ripeterei fino all'infinito, anche con il rischio di diventare pazzo>>
<<Dovrei diventare la madre di mia madre, secondo te?>>
<<In un certo senso, credo di sì...>>
Riniziò a piangere: a volta la verità può essere un'arma a doppio taglio.
<<Ehi no, non piangere! Io non...>>
<<No, tu hai ragione... Il problema è che in diciannove anni quasi della mia vita non ho mai avuto un consiglio da lei, né una pacca sulla spalla. Al massimo mi ha "accarezzato" il giacchetto perché sporco, o aggiustato il colletto della camicia. Vedi: io sono sempre stata la figlia di qualcuno d'invisibile e ora dovrei accudirla come se fosse appena nata? No, non ci sto: io voglio scappare da qui... Mi manca l'aria>>
<<Allora alzati da questo letto, tirati su e non fare come lei, per prima cosa>>
<<Sì, hai ragione...>>
<<Togliti il giacchetto>>
<<Sì...>>
<<Oh, adesso sei più leggera. Respira. Ascoltami: per quanto possa essere dura, lei è tua madre e non te la sei scelta, ma te l'hanno data e basta. Qualcuno ha detto che tu, piccolo esserino quale eri, saresti dovuta nascere da lei: e così è stato. So che può non piacerti l'idea di "accudirla", ma è l'unico modo per provare a credere che le cose possano cambiare>>
<<E come fanno a cambiare? Lei sta peggiorando e mio padre invece continua a farsi gli affari suoi. L'ha guardata, l'altro giorno, e le ha detto "Ti amo" solo per farla stare zitta, perché voleva un po' d'attenzione da lui. Inizio a pensare che è tutto inutile e che anche io potrei fare questa fine un giorno...>>
<<No, non dirlo, non dirlo neanche per scherzo: tu meriti di meglio!>>
<<Forse, non lo so...>>
<<No, senti: tu hai sofferto abbastanza. E' arrivato il momento che tu abbia la tua ricompensa per tutto questo dolore. Altrimenti sarebbe tutto inutile, la vita non avrebbe senso: cosa saremmo nati a fare, solo per soffrire?>>
<<Spero di no, ma facciamo questo per tutta la nostra vita...>>
<<Però, se si vuole, si possono imparare tante cose dal dolore che ci distrugge, ma che sa renderci più forti e saggi, così da diventare indistruttibili. E vedrai che poi il nostro regalo ci sarà consegnato>>
<<E quale sarebbe il mio?>>
<<Il tuo? Mah, magari una famiglia tranquilla con alti e bassi, ma non circondata dalla merda in cui vivi adesso. Avrai un marito presente per i tuoi figli e non che se ne va e non si sa neanche perché. Con te che sarai una donna forte ed insegnerai ai tuoi bambini talmente tante cose da poter ricreare in caso di "catastrofe" l'intero genere umano per una, due, tre e perfino quattro volte. Ma, per iniziare, anche una bella poesia, che ne dici?>>
<<Poesia? E di chi?>>
Tirai fuori dalla borsa un foglio ed una penna, che mi porto sempre dietro ma che non uso mai. Però quella volta sì, ed incominciai a buttar giù qualcosa pensando a lei.
<<Ecco, tieni>>

       Nevichi sul mio cuore quando è scottato,
       E piovi sotto forma di fuoco quando è freddo.
       Sai sempre quando cogliere un frutto e,
       La parte più remota di me stesso.
 Luca

<<Cosa? Ma tu mi hai appena scritto una poesia?>>
<<Sì, se ti piace chiamarla così, questa sarà la tua poesia. Questo è il mio piccolo regalo per ricordarti quanto sei importante>>
<<Tu sei il ragazzo più carino e gentile che conosca, e che abbia mai conosciuto. Sei sempre sincero ed onesto con me: grazie, grazie tante>>
Ci abbracciammo per qualche minuto, senza mai staccarci l'uno dall'altro. Sentivo il suo cuore battere vicino al mio ed era così pieno di vita che ad ogni battito mi innamoravo sempre di più di lei. Poi ad un certo punto avvicinò il suo viso al mio e mi diede prima un bacio sulla guancia, poi, tutto insieme, sulla bocca. Io mi sentii su di giri ed imbarazzato, ma aveva le labbra talmente morbide che non riuscii a resisterle; allora contraccambiai. Fu una delle sensazioni più belle che avessi mai provato.
<<Senti, Vale, adesso ti lascio sola.. Cioè, ti lascio con tua madre. E' lì che ha solo bisogno di te>>
<<OK... Nient'altro da dire?>>
<<No, al momento no... Ma non preoccuparti: di oggi non mi è dispiaciuto niente>>
<<OK.. Cazzo, dovevamo chiamare tuo padre!>>
<<Non importa: sono stato tutta la vita senza di lui, posso starci anche qualche giorno in più>>
<<Ehi Luca...>>
<<Sì?>>
<<Come c'è una poesia per me, c'è una poesia anche per te>>
<<Lo spero, ma almeno l'inizio l'ho già trovato>>
Uscivo da quella porta e mi sentivo un po' più grande. Valentina mi chiamò la sera stessa e disse che era riuscita a far fare a sua madre un giretto intorno alla casa. Per quanto riguarda mio padre invece... Beh, domani lo chiameremo, perché sento che con Valentina al mio fianco posso fare di tutto; ed anche se non adrà bene, potrò sempre contare su di lei e su quello che è...
Alla prossima, diaro

lunedì 13 aprile 2015

Sulla strada

Buonasera a tutti! :)
Nel mentre che sono ancora indecisa sulla puntata, mi ha colto una bella ispirazione e ne è nata questa canzone :) In italiano, stavolta XP
Non dico niente al riguardo, ditemi voi cosa ne pensate! ;)
Buona lettura!

Sulla strada

Sulla strada della vita,
C'è sempre una salita,
Un sassolino che ci fa inciampare
E poi cadere,
Ma tu sai che ti puoi rialzare,
Se è veramente quello che vuoi fare.
Sulla strada per la scuola,
Passava un ragazzo in bicicletta,
Sul viso nessun segno di carezza,
Ma nel cuore tanti schiaffi,
Di chi è giovane e vive già tanti drammi,
Di chi è giovane e già stanco d tutti questi affanni.
E adesso, solo adesso, tu ragazzo che puoi farlo...

[Chorus]
Immergiti nel mio cuore e trova le parole che non ho mai detto e che non ti potrò mai dire, senti quello che riesco a sentire, e vivi quello che io posso vivere, perchè non te ne sarai andato veramente se ti porterò con me per sempre


All'incrocio per la vita,
Non c'è scelta giusta o sbagliata,
Solo quello che vorrai,
Solo quello che sceglierai,
Potrà regalarti un pò d'amore e meno guerra,
Per riuscire a sognare un pò di più su questa terra.
Sulla strada verso il mare,
Passava quel ragazzo in motorino,
Oh che viso da bambino,
Ma che anima già grande..
<<Dai che arrivo, acqua fresca>>
Ma l'imprudenza,
L'ha portato via da sua madre,
E dalla sua sella,
Oh e adesso, anche adesso

Te ne andavi verso il mare,
E insieme al sole continuavi a brillare,
Pochi anni nelle ossa,
Né carne né pesce, il tuo cuore che cresce,
Ma il tuo respiro affogato in una pozza

venerdì 10 aprile 2015

Let it shine

Salve a tutti, la puntata arriverà tra qualche giorno ed intanto ho buttato giù questa...... Spero vi piaccia e mi raccomando shine, shine, shine!



Let it shine

When you're lost and you fell all alone outside,
When your tears are not only in your mind,
And when your eyes start to cry
You feel like the last in line.
When your beauty is under your feet,
And your dreams seem like buried in the space
And to believe is just another waste of time
Don't feel it so bad 
And just try to go on


[Chorus]
Oh, be your best friend, let out your enemy, steal a star from the sky, put it in your heart and let it shine, let it shine, let it shine


When you feel meaningless,
When you feel another ordinary man,
And your essence is in the tree-top
But you can't climb,
Just keep walking,
Find the strenght from the ground,
Fly high and get back yourself who escaped from your hands


[Chorus]
Oh, be your best friend, let out your enemy, steal a star from the sky, put it in your heart and let it shine, let it shine, let it shine


Oh, don't be your worst enemy,
Don't be the sand in your eyes,
Steal that star from the sky,
Put it in your heart
And let it shine,
Let it shine,
Let it shine

mercoledì 1 aprile 2015

The solitary man

Eccomi con una nuova canzone! :)
Questa mi ha colto sul balcone, fatto che probabilmente ha influito sulla mia ispirazione XD
Buona lettura! :) E come sempre, commentate pure se volete! ;)


The solitary man

It's just a sunny day,
It's just another day of my life,
And I'm feeling like a floating boat that is searching for the promise land.
It's just another wind,
It's just another breeze where I can breathe,
The scary night is gone away where the life feels like your biggest mistake,
But today is another sunny day and

[Chorus]
I'm just here, and I'm like a solitary dream, waiting for you to found me, and I'm just a lonely bench by the river, waiting for you to sit on me, to sit on me

So it's just another question mark,
Where my body starts to run,
Where my soul starts to shake,
So it's just another blue sky,
And my mind wants to start flying,
And the emotions slowly destroy me... So

[Chorus]
I'm just here, and I'm like a solitary dream, waiting for you to found me, and I'm just a lonely bench by the river, waiting for you to sit on me, to sit on me

So i'm still here,
Only houses in front of me,
But behind all this cement,
There's an ocean full of sea,
Where the solitary man can dream...

[Chorus]
I'm just here, and I'm like a solitary dream, waiting for you to found me, and I'm just a lonely bench by the river, waiting for you to sit on me, to sit on me

venerdì 20 marzo 2015

Diario di uno sfigato - Puntata sei

Puntata arrivata! :)
Forse forse ho già una mezza idea per la prossima... Ma non prometto niente, non lo so! >.<
Buona lettura! :D



So che t'importa
Caro diario, lunedì pomeriggio ci siamo presentati a casa del figlio dell'uomo saggio: quello di sabato sera.

Inizialmente però l'anziano aveva fatto finta di non riconoscermi:
<<Pronto?>>
<<Sì, signor... Ehm... Sono Luca, il ragazzo di sabato>>
<<Luca? Scusa ma non ricordo...>>
<<Sì, sabato sera ci siamo messi a chiacchierare seduti su una panchina e lei mi ha detto che suo figlio conosce mio padre>>
<<Scusami ma io non ho un figlio, mi dispiace>>
<<Senta, per piacere, io...>>
<<No davvero: io non ho figli... Devi esserti sbagliato>>
<<Senta: riconosco la sua voce, ora basta. Non mi prenda in giro: ho parlato con mia madre e la storia del militare è vera. Vuole tirarsi indietro? Vuole forse tirarsi indietro perché ha paura di vedere suo figlio...? Ma non si vergogna? Fa promesse e poi non le mantiene, cazzo! Ho bisogno di una mano e solo lei me la può dare>>
Un attimo di silenzio tagliente aveva interrotto il nostro dialogo, ma poi l'uomo aveva risposto.
<<E va bene... Scusami, hai ragione: sono un vigliacco e dovrei vergognarmi. Certo che mi ricordo di te, Luca, e ti porterò da mio figlio oggi>>
<<Grazie, e scusi la reazione ma la situazione è delicata e sembrava che a lei non importasse più niente>>
<<Sì che mi importa, e poi è anche per me: non lo vedo da anni, il mio ragazzo, o quello che ne è rimasto... Comunque vediamoci oggi alle tre alla "solita" panchina>>
<<OK, va bene... Senta, ce l'ha lei un nome? No, perché, sa...>>
<<Mi chiamo Mario>>
<<Ah, bene. Allora a dopo, Mario>>

Entrambi fummo puntuali, anche se lui arrivò qualche minuto prima di me.
Se ne stava lì seduto con le mani giunte, come se pregasse: con gli occhioni gonfi, ricoperti da occhiali spessi come tappi di bottiglia, niente cappello e solo pochi peli in testa; sembrava essere rimasto fermo in quella posizione tutta la notte.
<<Salve Mario>>
<<Ciao Luca. Senti: io non so che mi sia preso prima, spero tu ti possa ancora fidare di me...>>
<<Mi devo fidare per forza, e poi ormai è acqua passata. So che prova vergogna e paura, perciò la ringrazio di fare questo per me, alla fine mi ha conosciuto solo sabato per un'ora...>>
<<Sì, ma sento che sei un bravo ragazzo e meriti delle risposte. Ed ora andiamo da mio figlio: abita nel bosco>>
"Nel bosco?", pensai. Ebbi un flash: un uomo senza una gamba, che ogni tanto usciva da una piccola casa fatta di legno e poco altro, per fumare. Io e Andrea lo notavamo sempre quando sbucava. Facemmo una bella passeggiata, finché non arrivammo.
<<Tutto bene? Vedo che hai il fiatone...>>
<<Sì, è che questa ansia mi sta uccidendo>>
<<Lo so, anche a me>>
<<Bene, Luca, ci sono...>>
Lentamente Mario con la mando destra bussò alla porta, mentre con la sinistra si grattò violentemente la testa.
<<Chi è?>>
Mario improvvisamente sobbalzò.
<<Francesco, sono papà>>
<<Chi?>>
<<Francesco, sono tuo padre>>
<<Cosa?>>
Sentii un rumore di stampelle avvicinarsi con tranquillità, fino a quando la porta non si aprì.
<<Che cazzo ci fai qui?>>
Notai subito le sue braccia enormi: dovute alla sua vecchia vita da militare e ad una altrettanto nuova vita con le stampelle. Aveva tatuato un'ancora alla Braccio di Ferro sul braccio destro, con sotto una 'M', non era molto alto, aveva un cespuglio di capelli marroni scuro tendenti al nero sulla testa ed un tic fortissimo agli occhi: non lo avevo mai visto così da vicino.
<<Copriti che fa freddo, Fra'>>
<<Ma che cosa vuoi? Sei venuto qui per dirmi di coprirmi?>>
Mario gli si era avvicinato per abbracciarlo, ma Francesco lo aveva bloccato con la stampella come se quella che aveva davanti non fosse stato suo padre ma un perfetto estraneo.
<<Ti ho chiesto cosa vuoi... Perché sei qui?>>
<<Per lui>>
<<E chi è questo bambino? Ti sei accoppiato con qualcuno? Chi sarebbe, il mio fratellastro? Alla tua età, certo, potevi stare attento>>
<<A parte che non è un bambino, ha diciotto anni, e se lo guardi bene sono certo che ci riconoscerai qualcuno che conosci, ma non me>>
<<Allora: non mi assomiglia, quindi non è mio figlio, anche perché sarebbe un po' impossibile; e vedo che non assomiglia neanche a te, per fortuna>>
<<Falla finita e guardalo meglio, cavolo... Non ti ricorda nessuno? Guardalo negli occhi...>>
Mi stava fissando, e con questo tic così forte mi aveva fatto salire l'ansia: sembrava una bomba pronta ad esplodere. Fino a quando i suoi occhi si sono fermati ed è stato colto da un'illuminazione:
<<No! Ahah, non mi dire! Stefano!>>
<<Esatto, bravo figlio mio>>
<<Bene, cosa ho vinto? Una gamba nuova?>>
<<Francesco, c'è la protesi: perché non vuoi metterla?>>
<<Perché non è fatta di carne, preferisco stare senza. Epoi non devo dare spiegazioni a te. Comunque, entrate>>
Quella casa sembrava uno sgabuzzino: c'era solo una piccola finestra, un fornellino per cucinare, tanto buio e scatoloni pieni di giornali e libri sparsi ovunque.
<<Sedetevi>>
<<E dove, figliolo?>>
<<Sopra il tappeto sotto i vostri piedi, altrimenti fate come vi pare>>
<<No, qui va bene>>
<<Aspetta che mi siedo anch'io... Allora, tu ce l'hai la lingua o no? Come ti chiami?>>
<<Luca, piacere>>
<<Bene, ed immagino tu voglia sapere che fine ha fatto tuo padre, giusto?>>
<<Sì, in un certo senso....>>
<<Beh, io non lo so: è da più di tre anni che non lo vedo>>
<<Ah...>>
<<Ma se ti interessa ha una moglie ed una bambina: peccato non un bambino...>>
<<Francesco!>>
<<Birra ragazzo? Cosa c'è papà, non pensavi fossi un pedofilo quando ti confessai il mio segreto?>>
<<Una birra va benissimo, grazie>>
<<Ma ragazzi, sono appena le 3 30 del pomeriggio>>
<<Non importa, papà, stai calmo. Arrivo subito>>
"Bene", pensai, "Adesso mi ritrovo con una matrigna ed una sorellastra, così, da un giorno ad un altro. Ed io che per diciott'anni - quasi diciannove - della mia vita ho sempre pensato di essere figlio unico: sono stato proprio un coglione"
<<Comunque, mi dispiace ma non so altro. So solo della moglie e del figlio.,.. Tieni ragazzo>>
<<Grazie>>
<<"Figlio"? Ma non era "figlia"?>>
<<Ah sì, giusto, Mario>>
<<Ora basta Francesco, non riportare a galla certe cose affogate tanto tempo fa>>
<<Oh, ma che poeta! Senti: che ti ha detto mio padre su di me? Ti ha raccontato la storiella del bravo ragazzo che dopo aver perso una gamba in guerra è diventato stronzo con se stesso e con gli altri?>>
<<Sì, una cosa del genere... Comunque scusa, ma ora sono troppo sconvolto per parlare...>>
<<Hai ragione... Bevi, ragazzo: ti farà bene. Comunque vedi, non ti ha raccontato tutto: non ti ha detto che sono gay e che quando gliel'ho confessato ha pensato che andassi in giro a molestare bambini... Idiota>>
<<Davvero?>>
<<Sì>>
<<Ahahahahah! Oh mio dio, scusa Francesco! Ahahahah>>
<<Sì, vedì: è questa la mia reazione interna adesso, ma prima avrei voluto ucciderlo>>
<<Oh mamma, scusa! Ho appena preso due sorsi di birra e hanno già fatto il loro effetto>>
<<Ho sbagliato, lo so. Ero solo un povero mentecatto, cresciuto con una madre estremamente bigotta, e perciò ho assimilato tutti i pregiudizi e le dicerie di questo mondo>>
<<Già, Anna Agata: che donna terribile>>
<<Ma sai quanto mi ero affezionato a Mirko: era come un figlio per me>>
Non so come sia stato possibile, ma Francesco fece un salto enorme e si catapultò addosso a suo padre.
<<Non nominarlo, non nominarlo più, bastardo! Tu lo odiavi: l'hai conosciuto per quanto, tre giorni? E poi?>>
<<Basta, ragazzi!>>
Riuscii a staccarlo da suo padre ma solo perché non voleva fargli realmente del male.
<<Come ti permetti? Come ti permetti di mettere le mani addosso a tuo padre!?>>
<<Stai zitto, che ti ho toccato a mala pena, cazzo! Tu sai che non devi fare il suo nome, mai... Ora vattene>>
<<Sono qui per il ragazzo, pensa a lui adesso>>
<<Non posso aiutarlo, mi dispiace... Anche se... Aspetta, segnati questo numero, Luca>>
<<Sì>>
<<0681/32835. Ho sempre avuto un enorme memoria per i numeri, ma per sfortuna anche per altre cose. Questo era, o è, il suo numero di casa, di quando abitava a Roma>>
<<OK, grazie>>
<<Buona fortuna Luca, e... Ora andate>>
<<Aspetta Franci, ma non lo capisci? Questo è un miracolo: questo ragazzo è un miracolo. ci ha dato l'occasione di reincontrarci, possiamo cominciare da capo>>
<<Mi raccomando: salutami tuo padre. Tu puoi ancora recuperare con lui, io non più>>
<<Ma non hai sentito cosa ti ho detto? Non ti importa proprio niente di me? Io invece so che ti importa, e dentro, nel tuo cuore, io so che ti importa>>
<<No, ormai è troppo tardi: non mi importa più niente invece. Ti ho voluto bene, sei sempre stato il mio punto di riferimento, la mia casa, il mio tutto, ma hai sbagliato troppe volte, davvro. Tu dovevi accettarmi prima per quello che sono, non adesso, non dopo tutto quello che è successo... Ora vattene, per piacere: è l'ultima cosa che ti chiedo>>
<<Credevo che certe cose l'avessimo superate, ma non è così: non è stata la guerra a cambiarti, l'avevo già fatto io tempo prima. Perciò, se adesso vuoi che me ne vada, me ne andrò>>
Uscimmo da quella porta con qualcosa in più per me e qualcosa in meno per lui: era straziato e senza speranza. Non disse una parola per tutto il tragitto e ad un certo punto le nostre strade si divisero silenziosamente. Mi sentivo zoppicante ma pieno di forze allo stesso tempo.

Oggi è giovedì ed ancora non ho avuto il coraggio di fare quel numero, ma lo farò presto perché non voglio fare la fine di Mario e suo figlio. Anche se, dopo tutto, e anche se non conosco completamente la loro storia, credo che a Francesco qualcosa ancora importi... Come spero importi a mio padre...
Alla prossima, diario.

lunedì 16 marzo 2015

Beautiful melody

La prossima puntata del "diario" sta arrivando, ma nel frattempo...
Altra canzone pronta! :) Troverò mai qualcuno che le canti per me? >.<
Buona lettura! :)


Beautiful melody

Play the piano for me,
For me and for all the souls victims of this life,
Move your fingers like nobody else,
For all the guys without a dream,
Without a home.
Don't be shy to shine,
Do it for all the struggling people behind these broken smiles,
Be the instrument for all the kids without legs to run and
Without the hands to collect a flower,
'Cause you can, you are the only one who can...

[Chorus]
Just for the love, just for the peace, just for you and me: please don't close your eyes, don't close your eyes,
'Cause some things really exist... So please keep playing this beautiful melody, keep playing this beautiful melody, this beautiful melody...

Sing this song for me,
For me and for all the screams behind those quiet voices,
Let your voice shine and bright our dark night,
Sing your pain and cradle all this empty body without the strength to be strong,
Be the instrument for the kids who will know only tears in their life,
And destroy the war, destroy the war only for once...
'Cause you can, I know you can do it

[Chorus (2)]
Just for the love, just for the peace, just for you and me: please don't close your eyes, don't close your eyes,
'Cause some things really exist... So please keep singing this beautiful melody, keep singing this beautiful melody, this beautiful melody...

So just play, so just sing,
'Cause this is your beautiful gift,
For me, for us, for you,
And for all the people buried in an ocean full of tears...

[Chorus (3)]
Just for the love, just for the peace, just for you and me: please don't close your eyes, don't close your eyes,
'Cause some things really exist... So please keep playing this beautiful melody, keep singing this beautiful melody, this beautiful melody...

giovedì 12 marzo 2015

Angel

Good evening!
This is a tribute for our beautiful angels..... :)
Enjoy the lyrics! ;)


Angel

Life is a tragedy but you look after all my hurts,
Life is a song and you are my most amazing song,
Life is a dream and you was in my sleeps every single night,
Life is a tear that you drained on my face
When I was too much sad...
Sky is full of stars but you are the only one for me,
So, life is just a memory of your smile and you are an angel right now... And

[Chorus]
You are my angel when I want to fly, every single day and every single night, I will be with you by my side,
Just with your wings, just with your soul, you'll make me feel alive when I will be dead inside, inside

Life is a joke and you was my laugh,
Life is desperation and you are the arms around my body to keep me safe,
Life is like winter sometimes and you are my cover when it's too cold outside,
Life is a nightmare when you don't live, but I lived with you a cool dream,
Life is a bitch, but you gave only love, only love...
So, you was like an angel for me...

[Chorus]
You are my angel when I want to fly, every single day and every single night, I will be with you by my side,
Just with your wings, just with your soul, you'll make me feel alive when I will be dead inside, inside

Sky is full of angels like you that fly away from here, 'cause this earth is full of the blood you carry away with your beautiful wings

[Chorus]
You are my angel when I want to fly, every single day and every single night, I will be with you by my side,
Just with your wings, just with your soul, you'll make me feel alive when I will be dead inside, inside

You make me feel alive when I'm dead inside, inside

venerdì 6 marzo 2015

Diario di uno sfigato - Puntata cinque

Buone nuove per Luca!
Enjoy the script ;)


Niente è perduto
Caro diario, sabato sera Valentina mi ha dato buca per andare a cena da sua nonna ma, per fortuna, ho avuto la voglia di uscire lo stesso. Mi sono fatto una passeggiata per il corso e poi mi sono recato alla solita panchina: quella davanti al ristorante dove lavoravo/lavoro. A sedere proprio al centro di essa c'era un signore: sembrava avesse una settantina d'anni, aveva la barba bianca e un cappello di lana sulla testa, e non sembrava avere molti capelli lì sotto.
<<Ehi ragazzo, siediti pure: questo posto è abbastanza grande per tutti e due>>
Era difficile a dirsi, vista la sua stazza, ma quell'uomo mi ispirava tranquillità. Così mi sedetti su lato destro della panchina.
<<Come mai da solo di sabato sera?>>
<<Beh, la ragazza con cui dovevo uscire ha avuto un imprevisto...>>
<<La tua fidanzata?>>
<<No, noi non siamo così intimi>>
<<Però ti piace>>
<<No>>
<<Neanche un po'?>>
<<No, anche se la trovo molto carina>>
<<Scusa ragazzo, ma vivo da solo e quando vedo una persona giovane come te non riesco a non parlarle... Ho dei nipoti che avranno su per giù la tua età, ma abitano lontano. Quanti anni hai? Venti?>>
<<No, devo compierne diciannove>>
<<Ah, loro ne hanno.. Beh, allora... Marco ne ha 21, o Fabio?.. Oddio, non mi ricordo mai! Comunque uno ne ha ventuno da compiere e l'altro ventitré già compiuti.. Ah, che bello essere giovani!>>
<<Non sempre, dipende dai momenti...>>
<<Hai perso qualcuno, ragazzo?>>
Quell'uomo mi spaventava: sembrava mi leggesse nel pensiero, ed io non riuscivo a non essere sincero con lui.
<<Sì, più di una volta direi..Comunque, come fa a saperlo?>>
<<Lo so e basta: ho tanti anni in più di te e molta, molta esperienza. Io certe cose le sento.. Sai, capisco cosa stai passando.. Lo so, è brutto per chi rimane. Forse sta anche peggio di chi se ne va>>
<<Già>>
<<Sai, ho due figli: una è la madre dei ragazzi che ti ho citato prima, e l'altro invece era un soldato>>
<<Ora non lo è più?>>
<<No, vedi... Avvicinati ragazzo... Tanto ormai siamo amici no?>>
<<Sì, mi scusi>>
<<Bene, vedi.. Dopo l'undici settembre, come tanti altri europei ed americani, mio figlio è partito per l'Iraq. E' tornato vivo per fortuna, ma non so nemmeno quanta ne abbia avuta realmente, visto che è tornato senza una gamba, ma soprattutto senza la sua anima... Dopo la guerra non era più il ragazzo che avevo cresciuto: così solare che non si faceva abbattere da niente e da nessuno e per nessuna ragione al mondo. "Non bisogna mai arrendersi,  non bisogna mai arrendersi, papà", me lo ripeteva tutti i giorni... Ma poi la guerra me l'ha portato via, e alla fine si è arreso...>>
<<Mi dispiace veramente tanto>>
<<Esistono tanti modi per perdere una persona, ed ognuna di questi ha l'inevitabile conseguensa di farci soffrire>>
<<Lo credo anch'io>>
Sembrava veramente un uomo saggio e ferito come qualsiasi padre che rimpiange il proprio figlio. E ho capito che siamo in tanti a soffrire per davvero...
<<C'e l'hai una sigaretta, ragazzo?>>
<<Sì, tenga>>
<<Oh, quant'è che non ne fumo una, ho smesso da anni! Ma a volte mi richiede... Posso darti un consiglio, figliolo?>>
<<Sì, faccia pure>>
<<Bene: non perdere tempo con quella ragazza. Sai, prima quando ne hai parlato per quel piccolo frangente di tempo, ho capito subito che non è una semplice amicizia per te. E forse, chissà, neanche per lei... Perché chiamarla ragazza e non amica? Dai figliolo, fai un passo avanti e provaci un po' di più con lei, no?>>
<<Sì, ma è difficile, ho paura della sua reazione>>
<<Sì, questo è vero, ma non puoi rimanere con il dubbio: meglio una porta chiusa in faccia ora che tra vent'anni. Sei ancora giovane, ed anche tra vent'anni lo sarai, solo che allora potrà essere più difficile>>
Ogni parola scambiata con quell'uomo faceva crescere di secondo in secondo la mia autostima.
<<Sì, perché no? Ci proverò, e vediamo un po' cosa accadrà>>
<<Bene, bravo.. Sai ragazzo, più ti guardo e più mi ricordi qualcuno: il modo di parlare e forse gli occhi... I tuoi sono di qui?>>
<<Mia madre sì, mio padre anche, lo era, o lo è, non so...>>
<<E perché non lo sai?>>
<<Se ne è andato che ero piccolo e non ne conosco il motivo>>
Un bagliore illuminò il suo viso.
<<Oh mio dio, ragazzo!>>
<<No, non si preoccupi: ormai è tanto che ci convivo, perciò...>>
<<No, non intendevo questo.. Potresti dirmi il tuo nome?>>
<<Mi chiamo Luca, Luca Pari>>
<<Luca Pari? Oddio, per caso tuo padre si chiama Stefano?>>
<<Aspetti... Sì, almeno è quello che mia madre mi ha sempre detto.. Come fa a saperlo?>>
Pensai: "Eccolo, è arrivato il mago che dice un nome qualsiasi e guarda caso dice proprio quello di mio padre".
<<Tuo padre ha i tuoi stessi occhi, grandi e celesti, e portava un paio di baffi neri. Lo sai questo?>>
Sentii come una mano stringermi forte il cuore ed un ago trapassarmi il cervello: quello che stava descrivendo era l'uomo che avevo visto nelle mie "allucinazioni", quello che mi ha chiesto scusa e quello che portava per la mano Andrea.
<<Non lo so, io ho avuto qualche volta delle specie di allucinazioni dove ho visto un uomo così e...>>
<<Allucinazioni hai detto? Stefano ne ha parlato più di una volta con mio figlio: una volta l'ha scambiato per un gufo, ha visto la sua testa girare. Loro sono partiti per l'Iraq insieme, e tranquillo: anche lui è tornato>>
Gufi? Allora era vero: quell'uomo non mentiva!
<<Sì, ma non è tornato da me! E poi perché, perché... E anche mia madre non mi ha mai detto niente... Devo andare>>
<<Forse l'ha fatto per difenderti..>>
<<Da cosa? Dai miei diritti?>>
<<Senti ragazzo: se riuscissi a contattare mio figlio forse potremmo provare a cercarlo...>>
<<Mi lasci il suo numero di telefono: la chiamerò, promesso>>
<<Sì, Luca: 3313399555>>
<<Grazie, a presto>>
Corsi a casa per parlare con mia madre: quell'uomo non mentiva, sapeva troppe cose.
La costrinsi a parlare e mi disse che mio padre era davvero un militare, e che quando avevo cinque anni non fu l'ultima volta che lo vidi: tornò poco prima di partire per l'Iraq, quando avevo all'incirca otto anni, ma io questo non me lo ricordo... Forse il mio cervello ha voluto rimuoverlo. Non ce l'ho con mia madre per non avermelo detto, perché alla fine è vero che ha voluto solo proteggermi. E, militare o no, se ne era andato molto prima per un'altra. Adesso però so chi è, so che è vivo, ed ho l'opportunità di incontrarlo, magari... E, a dire la verità, non vedo l'ora!
Alla prossima, diario

venerdì 27 febbraio 2015

Last lullaby

A discapito del titolo, questa non è una ninna nanna ma una cosa che spero vi possa fare riflettere..
Enjoy the lyrics :)


Last lullaby
It's just night but
We want a light,
'Cause we are tired to survive.
It's cold and there's only the sea in front of me....
Where is the land that saves me?
Little girl you need your future,
Little soul you deserve your honor,
I hope that one day you will be a beautiful woman,
I hope that one day you'll meet an awesome man,
But if this never happens I only hope,
I only hope that

[Chorus]
I hope that someone in paradise can touch your face and sing for you a last lullaby,
'Cause I hope there's still love in the sky, 'cause I hope that tonight the paradise really exists,
So please god sing for her a last lullaby....

So I left my place and where I lived,
People cry for their pain,
So where is now all my gain?
If only I could rewrite the story,
If only I could keep safe your little body,
I hope that the sea tonight rebuilds our lives,
But if this never realizes,
I hope that someone, just someone,
Only for you can..

[Chorus]
I hope that someone in paradise can touch your face and sing for you a last lullaby,
'Cause i hope there's still love in the sky, 'cause I hope that tonight the paradise really exists,
So please god sing for her a last lullaby....

So tonight no blood in my mind,
Only you in my arms,
Little me, try to resist, but if you can't,
I'll sing for you,
Your last lullaby....

[Chorus]
I hope that someone in paradise can touch your face and sing for you a last lullaby,
'Cause i hope there's still love in the sky, 'cause I hope that tonight the paradise really exists,
So please god sing for her a last lullaby........I'm not god but I'll sing for her a last lullaby

martedì 24 febbraio 2015

Diario di uno sfigato - Puntata quattro

Puntata pronta! :D
Anche se dolorosamente, per Luca ha inizio un nuovo "capitolo"..
Buona lettura! :)

Andare avanti
Caro diario, mi piacerebbe tanto dirti che Andrea è qui accanto a me adesso e che mi sta prendendo in giro perché ho un diario, vorrei dirti che sabato ci siamo presi una sbornia e abbiamo riso come matti tutta la notte; sarei contento anche di dirti che è tornato a scuola e ha iniziato a litigare con la prof di matematica come faceva sempre, ma non è così.
Erano circa le 12:00 di una normale domenica mattina quando mi arrivò la telefonata.
<<Pronto?>>
<<Luca sono Laura, la madre di Andrea>>
<<Sì, Laura, dimmi!>>
Per un attimo mi illusi, ma capii subito che le cose non erano andate come sarebbero dovute andare.
<<L'hanno trovato, Luca..>>
Ebbi come un tonfo in pieno petto, credetti di svenire, ma sentii anche una strana sensazione.
<<Bene, e...>>
<<L'hanno trovato e basta, Luca..>>
Laura incominciò a piangere e fu la conferma che era tutto vero: Andrea non c'era più, e chissà da quanto tempo.
<<Se vuoi posso raggiungerti dove sei, a casa o...>>
<<Sono a casa Luca.. Devi venire, ho bisogno di te: sei come un figlio per me, lo sai questo...>>
<<A-arrivo!>>
Staccai il telefono e non seppi cosa fare, cosa dire, se andare davvero o se scappare anche io.
Presi il giacchetto ed optai per andare. Mia madre per fortuna non c'era, sennò si sarebbe sentita male; cosa che è quasi successa quando poi le ho dato la notizia.
C'era un sole che spaccava le pietre e non riuscivo a tenere gli occhi del tutto aperti; camminavo come uno zombie ed ogni tanto, senza che io volessi, scendeva qualche lacrima, anche se mi sentivo freddo, freddo come il ghiaccio, senza nessuna emozione dentro di me per scaldarmi.
Arrivai a casa di Andrea e sua madre mi strinse forte, mentre piangeva ed urlava, urlava tanto.
Povera donna, con un marito troppo impegnato a giocare d'azzardo anche quando suo figlio è morto..

Certe persone non smettono mai di soffrire, ed altri invece non smettono mai di fare del male..

Mi disse tra una lacrima e l'altra che lo avevano trovato in un fosso, lungo la strada di un bosco.
In realtà quello non era un semplice luogo: ci andavamo spesso a chiacchierare o semplicemente a poltrire durante il giorno.
<<Ehi Luca, che ne dici di Martina?>>
<<Martina? E' carina ma non mi sembra molto intelligente>>
<<Vabbè, ma io mica la voglio per il cervello: una scopata e via magari..>>
<<Allora sì... Andrea, la sai una cosa?>>
<<Cosa?>>
<<Fai proprio schifo ogni tanto!>>
<<Stai zitto e rilassati, asessuato!>>
<<Ma vaffanculo, maniaco! Ahaha>>
Un inutile ricordo che avrei tanto voluto eliminare.. Conosceva come le sue tasche quel bosco e quel fosso, eppure non è stato attento, ci è finito dentro.. Perché so per certo che Andrea voleva solo scappare, non uccidersi.
<<Luca, ma che cazzo ci stiamo a fare ancora qui? Non ti senti inutile? Io a volte non trovo nessuna motivazione valida per rimanere ancora in questo posto>>
<<Siamo piccoli, Andrea, abbiamo solo quindici anni, dobbiamo finire la scuola ancora.. Ad andare via, ci penseremo poi..>>
<<"Poi".. La parola più brutta mai inventata. "E poi?" Ma che cazzo vuol dire? Per me è l'equivalente di "fare le ragnatele">>

Sua madre continuava ad abbracciarmi ed io avrei voluto stringerla più forte, darle più calore, ma non ci riuscivo..
<<Se vogliamo andarlo a trovare, possiamo; io ancora non ne ho avuto il coraggio..>>
<<No.. Non posso..>>
<<Come? Luca, era il tuo migliore amico!>>
<<Appunto per questo voglio ricordarmelo da vivo! Scusa Laura, devo andare un attimo da una parte.. Aspettami qui, poi ripasso, giuro!>>
Come spesso mi capita, corsi via; ma questa volta seppi esattamente dove volevo andare.

<<Bene, testa di cazzo: chi arriva per ultimo al pino più alto paga!>>
<<Paga cosa, Andrea?>>
<<Non lo so, qualcosa.. Facciamo un pacchetto di cicche>>
<<OK!>>
Andrea è sempre stato più veloce di me, aveva anche vinto una campestre una volta, e io come uno stupido accettavo questo tipo di sfide.
<<Dai Luca, come fai ad essere così lento?>>
<<E tu come fai ad essere così veloce? Dai che non ce la faccio! Aspetta!>>
<<No, mi dispiace: arrivato!>>
<<Ah, accidenti! Ora mi prende un colpo!>>
<<Ma cosa dici? Sei giovane e sano, magari ne riparliamo tra qualche anno!>>
<<Che fai con quella chiave?>>
<<Questo è il mio albero, adesso: incido una bella "A" qui, proprio sulla corteccia.. Vorrei farci anche la "L", ma d'altronde non siamo mica fidanzati..>>
<<No grazie! Non starti neanche a disturbare>>
<<Quando morirò, amico mio, il mio spirito si infilerà qui dentro e questo albero inizierà a fumare sigarette e a bere birra!>>
<<A volte sei proprio scemo! E poi sei giovane e sano, perché devi pensare a queste cose? Magari tra qualche anno..>>

Arrivai proprio davanti quel pino ed accarezzai quella "A" ancora lì bella incisa; tirai fuori dalla tasca una sigaretta e l'accesi.
<<Dai, ora fuma, bastardo! Fuma! Sei qui dentro no? Ma certo che non lo sei! Tu e le tue puttanate mistiche, tu e le tue puttanate e basta! Ma la fumo io, me la fumo io, brutta testa di cazzo, perché io a differenza tua posso ancora.. Io posso ancora farlo anche se non vorrei.. Perché lo hai fatto? Perché sei andato incontro alla morte? E perché mi hai lasciato solo a parlare con un albero?>>
Mi accasciai su quel vecchio pino come se non potessi fare altro, e nel frattempo un ammasso di nuvole enormi coprì il sole e la temperatura iniziò ad abbassarsi.
Così senza guanti, senza sciarpa e con una maglietta a maniche corte, con sopra un giacchetto neanche troppo pesante: di certo non era l'abbigliamento giusto per gennaio.
Tremavo ed avevo freddo, ma volevo stare così: era il mio modo per soffrire, era come una punizione per me stesso.
Gocce, gocce di pioggia ancora una volta, ma non mi importava del tempo, quella domenica, non faceva differenza.
Eccolo improvvisamente: rieccolo, quell'uomo con i miei stessi occhi, spuntare dalla pioggia mentre teneva per la mano un bambino.
Il piccolo sembrava avere circa sette o otto anni, occhi verdi, biancastro in viso; e non poteva altro che essere lui: Andrea, come quando lo avevo conosciuto.
Più si avvicinava, più cresceva: si alzava, si irrobustiva, gli spuntava la barba, fino a che non fu ritornato l'Andrea diciottenne, quello che mi ricordavo meglio.
Arrivati di fronte a me, l'uomo sparì e rimase solo lui.
Si toccava la barba velocemente ed aveva gli occhi lucidi e velati di malinconia.
<<Scusa amico, scusami tanto, ma mi conosci, io...>>
<<No! Credevo di conoscerti, invece mi sbagliavo>>
<<Non puoi dire questo, ho sbagliato a sparire e a non dirti niente, ma dovevi starne fuori!>>
<<Ah già: tu sei il bastardo irrequieto ed io sono il coglione fifone..>>
<<Non sei un coglione fifone, lo sai.. Tu sei sempre stato il migliore tra i due..>>
<<Falla finita! Falla finita di dire così.. Sai di essere sempre stato il migliore e sai perché? Perché tu non avevi paura di vivere e di tentare, mentre io sì: ho paura di tutto e tutti! E per questo io muoio ogni giorno, a pensare che dovrei essere io al tuo posto!>>
<<No! Non dire così! Non ferirmi e non farti del male in questo modo.. Tu sei quello che io non sarò mai, tu sarai l'uomo che io non potrò essere e questo solo perché tu usi la testa ed io non l'ho mai fatto.. Devi andare avanti, Luca, puoi farcela?>>
<<E come faccio?>>
<<Fallo per me! Fallo per te, cazzo! Tu puoi ancora respirare e hai un cuore che batte.. Lo capisci, no? Non sprecare la tua vita.. Non farlo.. E sai perché? Semplicemente perché sei vivo.. Basta vivere nella paura e immerso negli attacchi di panico! Vai avanti, Luca! Vai!>>
<<E' solo che io avrei voluto vivere la mia vita con te al mio fianco.. Eri il mio migliore amico, cazzo!>>
<<Ehi, lo sono ancora e lo sarò sempre.. Ma soprattutto, mi ritroverai qui dentro, non ricordi? Tu lo vedrai fumare e bere birra prima o poi, questo stronzo di un pino... Ciao, amico mio, stammi bene!>>
<<Aspetta! Dimmi che sei inciampato.. Vero?>>
<<Sì, come una pera cotta>>
Sparì in mezzo all'acqua e finalmente le mie lacrime ricominciarono ad uscire liberamente.
Tornai da Laura e la strinsi forte come si deve sempre.

Oggi è passato un mese da quel giorno e piano piano aumento la velocità, dò più ritmo a ciò che faccio.
A volte è più dura, è dura veramente, ma ci provo, ci provo come un matto ad andare avanti, perché alla fine è quello che facciamo sempre..
Alla prossima, diario!

sabato 21 febbraio 2015

Just go

No, ancora non è quel che pensate XD Spero a breve, ma sono un po' "bloccata" >.<
Nel frattempo la mia testa ha elaborato questa, su cui non ho molto da dire: il testo dice tutto da sé :P
Buona lettura, fatemi sapere che ve ne pare! ;)


Just go

It was just a lonely summer night,
You loved me and I loved you
But,
You just went away.
I was so much little, but I remember well that you was my best friend,
My sun, 'cause you always shine...
But now it's just a bitter memory,
You took away half of my heart with you,
And I felt so angry and alone,
But I had to be strong...

[Chorus]
You let me blow up, I was falling in pieces like a glass, you was my best story but you broke my heart, I was your best gift but you've never unwraped me... But I'm stronger now, so you can go, just go, just go...


That was my hardest part..
I've got confusion in my head,
You shook my heart,
And killed me,
No tears for cradling me with,
Only blood in my hands,
Only sadness in my eyes...
You are my biggest scar, but it doesn't go away and

[Chorus]
You let me blow up, I was falling in pieces like a glass, you was my best story but you broke my heart, I was your best gift but you've never unwraped me... But I'm stronger now, so you can go, just go, just go...

I have this confession 'cause
Part of my youth disappeared with you and sometimes you're still here,
You are my weight, you are all my lies but
I don't need you in my life...
So can you definitively go now, you can go,
Please just go...

venerdì 13 febbraio 2015

I don't know

Rieccomi qua! :)
Ehm... Di nuovo, ancora niente puntata XD >.<
Però pubblico un'altra canzone, quindi mi faccio perdonare ;) :P
Come sempre, non esitate a commentare! :D


I don't know
[Chorus]
I don't know where I'm going, I don't know who I am, I don't know if rain starts to fall, but I know, but I know that I want you beside me now..

Today is a strange,
Today is a strange, strange day for me..
I don't feel alone but
I'm searching pieces of me on the road,
I feel fine but,
I feel like a monster's inside me,
And I don't wanna cry but my eyes are full of tears oh no..

[Chorus]
I don't know where I'm going, I don't know who I am, I don't know if rain starts to fall, but I know, but I know that I want you beside me now..

The sky is grey like my mood,
Outside of this window people just sing,
But there's no good melody for this song,
I don't wanna stand,
I don't wanna fall down but,
I wanna touch the ground...
I don't know anything, anything about me,
I love this place but it's just far too small for me....

[Chorus]
I don't know where I'm going, I don't know who I am, I don't know if rain starts to fall, but I know, but I know that I want you beside me now..

And if this day just beats me,
And if this day will forgive my mistakes,
And if, if, if today will give me only pain,
I wanna search you,
I wanna search,
In my best memories to say...
To only say...

I miss you like the peace in this world, and not only today

giovedì 12 febbraio 2015

Surprise!

Buongiorno a tutti! :)
Come potrete notare andando al post apposito (Young weak soul), ho aggiunto un piccolo video alla mia canzone "Young weak soul" :) Con le sensazioni che mi ha suscitato, non sono proprio riuscita a lasciarlo stare "così", solo un testo come era! :P
Per adesso ho usato una canzone dei The Fray come "colonna sonora": Never say never (The Fray - Never say never).. Avrei voluto utilizzare la mia stessa canzone interpretata, ma purtroppo io non so cantare >.<
A questo riguardo, se qualcuno di voi fosse interessato a farlo per me, ve ne sarei molto grata, e naturalmente vi farei "pubblicità" aggiuntiva XD :) Quindi se volete non avete che da contattarmi! ;)
Nel frattempo, vi lascio il video, che vi invito a guardare! :)
Naturalmente, sentitevi pure liberi di commentare in qualsiasi modo, senza problemi! :D
Buona visione :)


---------------------
Good morning! :)
As you can notice in the post (Young weak soul), I've added a little video to my song "Young weak soul" :) Considering the feelings that it aroused me, I couldn't let it be "that way", only a text :P
For the moment I used a song by The Fray as "soundtrack": Never say never (The Fray - Never say never).. I wish I could use the song performed by someone, but unfortunately I can't sing! >.<
For this reason, if anyone is interested in doing it for me, I would be very thankful, and I would "promote" you! XD :) So if you want, just contact me! ;)
Well, I'd like you to take a look at the video! :)
Naturally, be free to comment in any way, without problems! :D
Enjoy! :)

venerdì 6 febbraio 2015

Diario di uno sfigato - Puntata tre

Finalmente riesco a pubblicare questa tanto sudata puntata! XD
Spero come sempre che vi piaccia! Buona lettura! :)


La pioggia
Caro diario, in certi momenti il Sole proprio non lo sopporto: a volte preferirei piovesse per una settimana di fila o anche di più. Perché? Perché alla fine abbiamo tutti così tanta "paura" della pioggia? Perché ci rende più deboli e vulnerabili forse, non saprei.. E' proprio lì che sta il bello: è quando non ce la facciamo più e ci mostriamo per quello che siamo, senza maschere o niente che ci protegga, che vediamo quanto valiamo e scopriamo noi stessi. Quante volte magari abbiamo desiderato piovesse, perché quel Sole non può capirci: il sole non rispecchia l'animo umano. Il Sole finge ai miei occhi, la pioggia mai.
L'altro giorno quando sono andato da Valentina, quella mia compagna di classe, non pioveva e non c'era il Sole: era una giornata tutta da definirsi. L'appuntamento era per le quindici, ma io ho fatto un quarto d'ora di ritardo, anche perché non ne avevo voglia: quella io non l'ho mai potuta neanche vedere.Vive in una mega villa con giardino, suo padre è pieno di soldi, è un imprenditore anche se non ricordo mai di cosa.. Fatto sta che Valentina vive una vita molto agiata. Suonai ed aprì: mi guardo sbigottita, come se si fosse dimenticata del mio arrivo, aveva tutta la matita sbaffata e gli occhi gonfi, sembravano pieni di lacrime.
<<Posso entrare?>>
<<Sì..>>
Non disse altro, mi lasciò in piedi nel suo salone enorme, colmo di quadri ricchi di barche (si era sempre vantata di averne più di uno) e quando tornò era di nuovo truccata pesantemente, come fa sempre da quando la conosco.
<<Allora, che ci fai qui?>>
<<Come che ci faccio qui?>>
<<Cos'è, devi copiare qualcosa, i compiti non ti tornano? No, perché se è così devi sganciare dei soldi..>>
<<Valentina, stai bene? Dobbiamo fare quel progetto sulla famiglia di oggi, non ricordi? Siamo in coppia, io e te>>
<<Oh già, Luca, scusami: è che me ne ero proprio... Puff! Dimenticata>>
Notai che un po' barcollava e dalla sua bocca uscì un forte odore di alcool.
<<Hai bevuto?>>
<<No...>>
<<Davvero?>>
<<No...>>
<<Valentina, non ho voglia di stare qui, davvero...>>
<<Neanche io. Comunque sì, ho bevuto un po': mi sono fatta due bicchieri di amaro senza mangiare e non reggo molto l'alcool, io, anche se sto dando il meglio di me: sono riuscita anche a truccarmi senza sbaffarmi, o almeno credo..>>
<<OK, ora che lo so posso pure andarmene>>
Iniziò a canticchiare:
<<Ciao Luca, ciaooo Luca, vattene anche tu dalla mia vitaaa, ciao Luca, ciaooo Luca, ciao. tutti ve ne andate ed io rimango qui>>
"Chi è che se n'è andato? Che ha questa ragazza nella testa?" pensai. Alla fine non potevo lasciarla sola e brilla in quell'enorme casa: anche se non la sopportavo non volevo si facesse male.
<<Dai rimango. Vieni, andiamo un po' fuori>>
Qualche sporadica goccia scendeva dal cielo, ma non importava. Ci mettemmo sulla panchina che tiene in giardino, nell'attesa che i suoi occhi si rimettessero.
<<Vuoi una sigaretta, Valentina?>>
<<Sì, grazie... Luca, secondo te perché ci fanno fare una ricerca sulla famiglia "moderna"? Fanno così tanto schifo?>>
<<Può darsi..>>
<<La tua fa schifo?>>
<<E' troppo piccola per farlo... Direi che non fa niente..>>
<<Ahahah>>
<<Cosa?>>
<<E' che sei troppo forte! Che vuol dire che non fa niente?>>
<<Che non è né bella né brutta: alla fine siamo solo io e mia madre e quindi siamo una coppia. In un rapporto di coppia ci sono sempre degli alti e bassi, ecco tutto...>>
<<Sì, certo, in questo caso bassi del tipo: "Ehi mamma, perché cazzo hai comprato i broccoli se sai che non mi piacciono?" "Perché fanno bene! E poi, da quando non ti piacciono?" "Come, mamma? Non mi piacciono da sempre.." ahahaah>>
<<Tu stai fuori>>
Rideva come una disperata e risultava anche simpatica da brilla: i suoi occhi sembrarono riaccendersi, poi improvvisamente si rispensero e lei diventò seria.
<<La mia famiglia invece fa schifo... Sai, tanti ci giudicano per i soldi, la gente parla e dice: "Cosa potrà mai mancare alla moglie e alla figlia di un imprenditore?" Che tra l'altro si occupa di tante di quelle cose che non me ne ricordo neanche mezza.. "Beati loro che vivono senza problemi, senza dover pagar l'affitto e senza aver paura di non riuscire ad arrivare a fine mese" Non posso biasimarli: questo è vero. Ma non è tutto così semplice: i soldi sono solo la nostra maschera. Mio padre non c'è mai a casa, è pieno di donne, e l'ho visto più di una volta baciarsi con persone che non fossero mia madre; e lei appunto non si ribella a ciò perché le piace fare questa vita da mantenuta, anche perché sennò non saprebbe cos'altro fare... E così ogni tanto cade in un profondo stato di depressione che se la porta via: non sa più chi è né chi sono io... Mi abbandona così..>>
<<Mi dispiace, Valentina, non lo sapevo..>>
<<Nessuno lo sa, e non so neanche perché... Oddio, scusa!>>
Incominciò a vomitare ed io girai la testa: mi fa parecchio schifo, il vomito. Pensai che siamo talmente soli che non riusciamo a rendercene conto, a volte.
Quelle gocce sporadiche cominciarono a diventare sempre più frequenti, ed iniziò a piovere di brutto.
<<Forse è meglio se rientriamo, Valentina>>
<<Un attimo, un attimo, aspetta: voglio sentire questa pioggia sulla mia pelle. L'ombrello è una grande invenzione, ma a volte non ne abbiamo bisogno: a volte abbiamo solo bisogno di questo!>>
Un'altra volta sotto la pioggia con i pensieri che scivolavano via, insieme ad un'altra visione. Un uomo con due baffi enormi rivolti all'insù, con i miei stessi occhi grandi e celesti: mi si avvicina, mi accarezza la faccia e mi sussurra nell'orecchio:
<<Scusa>>
Poi chiusi gli occhi, e quando li riaprii non c'era più.
A volte abbiamo bisogno di qualcuno che ci chieda scusa, e quando piove è proprio la pioggia stessa a farlo.
Valentina sembrava in estasi, e tutto il trucco piano piano le si sciolse sul viso: era molto più carina senza. E' stata una delle giornate più strane della mia vita, ed ho trovato finalmente qualcuno che la pensa come me. Adesso, Valentina, la sopporto un po' di più e forse comprendo meglio certi suoi atteggiamenti.
Era una giornata indefinita, finita nella pioggia, e va bene così...
Alla prossima, diario.

mercoledì 4 febbraio 2015

Only for tonight

Purtroppo ancora non sono pronta per la puntata, quindi mi sto concentrando su queste cose! :)
Nel frattempo.. Enjoy the reading! ;)

Only for tonight
Oh love, love me for who I am 'cause this world hates me sometimes,
I'm just a broken-hearted human,
With a lot of secrets in my eyes,
But my love for you is the best thing that I've tried,
And if people don't understand,
And if people believe that our love is sick
'Cause should exist only a kind of love,
I'll raise my head and tell everybody that

[Chorus]
I love you more than me, more than this beautiful sea,
If I don't have you I'm just a fool,
And I couldn't write, and I couldn't see anything without you by my side, 'cause before you met me I was blind,
So, world, accept us even only for tonight,
Please accept us, only for tonight, only for tonight..

A knife runs through my heart when I only want to kiss you, 'cause I can't stand those eyes fixed on me,
But every time I touch you I feel the sky,
I feel the Paradise and I hope that up there, there is no black or white,
I hope that there is no prison and we can just love without fear of be judged
'Cause there are bombs ready to blow up and we can't cover us but

[Chorus]
I love you more than me, more than this beautiful sea,
If I don't have you I'm just a fool,
And I couldn't write, and I couldn't see anything without you by my side, 'cause before you met me I was blind,
So, world, accept us even only for tonight,
Please accept us, only for tonight, only for tonight..

And even if it's hard I don't wanna stop to love you, 'cause I wanna put a ring on your finger,
And, world, please accept us only for tonight..

[Chorus]
I love you more than me, more than this beautiful sea,
If I don't have you I'm just a fool,
And I couldn't write, and I couldn't see anything without you by my side, 'cause before you met me I was blind,
So, world, accept us even only for tonight,
Please accept us, only for tonight, only for tonight..

domenica 1 febbraio 2015

Un po' di attesa in più...

Salve a tutti! :)
Volevo scusarmi per non aver ancora pubblicato la puntata successiva del "Diario di uno sfigato", ma mi occorre più lavoro di quanto pensassi stavolta >.< Cerco di fare il prima possibile, ma avviso subito che non mi metto fretta, voglio farlo bene! ;)
Alla prossima! :)

giovedì 29 gennaio 2015

Young weak soul

Rieccomi qua! Domani pubblicherò la prossima puntata del diario di uno sfigato :) Lo so, lo so, sono in ritardo! >.<
Intanto vi lascio quella che penso sia una delle mie canzoni più sentite...
Buona lettura! :)

Young weak soul
Sorry if this cruel world let you die into his freakin' arms,
'Cause the pain doesn't spare even the beautiful young guys...
Sorry if some days weren't your best days and you were all alone with your tears;
Sorry if your dad was your worst enemy and not your biggest friend
'Cause it's hard when your family starts to struggle, and it's difficult to survive, and our easiest escapes just kill us.
I hope that one day you will reborn as the Sun to warm our skin like our moms did when we were born and...

 [Chorus]
Don't worry young boy, you still live in the air,  you still live in the stars, in our shoulders, and in all our best and worst days....'Cause your smile will remain together with your wings, forever..

Sorry if the way that you chose was the wrong one, and you was naked with only yourself and your dreams,
Sorry if people can't understand other people, otherwise the war wouldn't exist,
Sorry if we are not strong and if we judge without knowing that we are only human being, but..

 [Chorus]
Don't worry young boy, you still live in the air,  you still live in the stars, in our shoulders, and in all our best and worst days....'Cause your smile will remain together with your wings, forever

For the rest of our lives when we'll open the window you'll be able to come in our house,
'Cause you are still here








PS: I do not own the rights to this song. All the rights belong to the owner of the song and I'm not profiting by publishing.

giovedì 22 gennaio 2015

Diario di uno sfigato - Puntata due

Ecco qua la seconda puntata! :)
D'ora in poi cercherò di pubblicarne una ogni giovedì, ma naturalmente potrei anche ritardare o anticipare di uno-due giorni, a seconda di come va il "lavoro" ;)
Buona lettura! :)

Scusa per il ritardo, amico

Ci risono: Luca c'è, diario, pronto per parlare un po'.
Stamattina mi sono svegliato con innumerevoli pensieri, anche perché continuo a vivere degli strani episodi e perché Andrea è ancora là fuori. Oppure, come si dice, è in un posto migliore.
Dall'ultima volta  che l'ho visto saranno passati all'incirca quattro mesi: era da poco cominciata l'estate ed avevo appena iniziato a lavorare in un ristorante vicino casa mia. Erano all'incirca le cinque del pomeriggio e lui mi ha lasciato dicendo:
<<Ci vediamo stasera appena hai finito, vengo intorno alla mezzanotte e ti aspetto sulla panchina lì davanti>>
Bene: quella sera ho finito a mezzanotte precisa e mi sono messo io ad aspettarlo, perché alla fine Andrea non è mai stato puntuale.
Passò mezz'ora, provai a chiamarlo ma non rispose; passò un'ora, e di lui nessuna traccia. Mi sentivo un po' Forrest Gump, solo che in mano tenevo una bottiglia di spumante che mi avevano appena regalato, invece di una scatola di cioccolatini. Arrivata l'una e mezza stavo per dirigermi verso casa, quando una telefonata di sua madre mi intercettò:
<<Andrea è scappato, mi ha lasciato un biglietto dicendomi che non tornerà più a casa..>>
Quella notte Andrea derubò sua madre di molti soldi e me della sua amicizia.
Una settimana dopo la sua "scomparsa" avevo solo voglia di bere e prendermela grossa, così decisi di scolarmi quella fottuta bottiglia di spumante in tempo record. Ma niente, l'unico sintomo che ho avuto è stato una forte alienazione nei confronti del soffitto della mia stanza e del mondo in generale, ma vabbè: quella ce l'ho sempre.
Polizia e carabinieri l'hanno cercato per tutta l'estate; adesso le ricerche sono un po' diminuite ma sono sempre in corso.
Comunque, diario, che posso dirti? Ci sono abituato ad essere "lasciato lì", o come si dice..
Avevo cinque anni e mio padre mi disse:
<<Figliolo, appena finito di lavorare ti porto alle giostre. Facciamo un giro sull'ottovolante che ancora non ci sei mai stato>>
L'ho aspettato per giorni, e ancora forse lo sto aspettando: quello fu il mio primo ricordo, e sull'ottovolante ancora non ci sono mai salito.
Perché, vogliamo parlare di un gattino che ho salvato dall'essere ucciso da un camion, rischiando quindi la vita? Gli dissi un giorno:
<<Aspettami qui, micetto, vado a comprarti la pappa>>
Ma al mio ritorno non c'era più, era sparito.. In tanti mi hanno detto "Fatti un cane, ti sarà sempre fedele", ma mia madre non ne vuole perché lo ha avuto da piccola e quando è morto ha sofferto tanto, adesso quindi non ne vuole più sapere. E io.. E io beh, me lo prendo in quel posto.
Ho badato tanto al cane di Andrea, di quello stronzo che almeno poteva chiedermi:
<<Ehi amico, vuoi venire via con me?>>
Mi avrebbe fatto piacere, anche se nonostante tutto sarei rimasto qui.
Ieri pomeriggio pioveva, pioveva a dirotto, e non avevo né voglia di studiare né tantomeno voglia di rimanere a casa. Così sono uscito senza ombrello e senza giacchetto: indossavo una felpa con il cappuccio e mi sono messo seduto nuovamente sulla panchina davanti al ristorante dove lavoravo e lavoro ancora ogni tanto. Volevo stare lì: anche se ero zuppo come un pulcino non mi importava, perché mi piaceva. Fissavo la pioggia che batteva forte sul terreno: sembrava dovesse distruggerlo da un momento all'altro. Incominciai ad avere freddo e a tremare, tremare fortissimo, quando vidi spuntare un paio di scarpe a me familiari. Erano un paio di Nike blu, modello calcetto per intenderci; alzai lo sguardo e lo vidi. Barbetta tendente al rossiccio ed incolta, occhi verdi chiarissimi e quel sorriso da playboy che solo lui poteva avere, vestito come l'avevo lasciato quel giorno: in tenuta estiva.
<<Scusa per il ritardo, amico>>,
mi mormorò. Corsi per abbracciarlo, ma invece strinsi il nulla, misto all'acqua che si stava piano piano trasformando in ghiaccio. E come se non bastasse, scivolai su una pozza e battei forte il naso. Tornai a casa sanguinante, come se avessi partecipato ad una rissa in strada.
Ecco, ora quello che mi preoccupa è che la mia immaginazione sta superando ogni limite: adesso che succederà, mi vedrò Andrea spuntare da sotto il letto? Appena il mio corpo si "shakera" un po', la mia visione del mondo cambia completamente.
Tra tre giorni devo fare un progetto con una mia compagna di classe che non ho mai potuto vedere: speriamo che non mi appaiano cose strane a casa sua, e soprattutto spero che quella giornata duri poco, molto poco.
Sì, lo so: sono un asociale; ma chi non lo è ogni tanto? Alla prossima, diario.

mercoledì 14 gennaio 2015

Diario di uno sfigato - Puntata uno

Questo lavoro è l'inizio di una sperimentazione che voglio fare: una narrazione divisa in puntate.
Come sempre, sono aperta alle vostre osservazioni, e spero vi piaccia! Alla prossima puntata quindi, buona lettura! :)

Gufi

Caro diario, spesso mi sento inutile e privo di senso.
Caro diario, non faccio altro che sentirmi confuso e triste quando so che dovrebbe essere il contrario, ma mi è difficile pensare positivo in questa vita.
Caro diario, sono un maschio di diciotto anni e per sfogarmi ho dovuto comprare un "diario" perché fondamentalmente non posso parlare con nessuno e non c'è persona che mi capisca realmente. Tutti i miei coetanei stanno a pensare ai propri telefonini e alle cazzate per mascherare quello che provano veramente: la loro rabbia per le loro famiglie imperfette, lo schifo per i loro fisici che vorrebbero eliminare, la paura del futuro, eccetera..
Io non sono così: ho provato a mascherare il dolore tante e tante volte, ma mi sono quasi ucciso per questo. Ah, quanto mi manca Andrea, il mio migliore amico..!
Sono un po' depresso? Sì, ed anche abbastanza; ma quello che mi preoccupa di più in questo momento è l'episodio successo circa una settimana fa...

Dodici e trenta del mattino: scuola professionale, materia economia, professoressa Zilli, quinto anno scolastico e terzo giorno di scuola.
Da parte della donna arrivò la famosa domanda:
<<Ragazzi, che cosa volete fare da grandi?>>
Marco, il delinquente di turno, rispose:
<<Quello che capita, basta lavorare.. Poi comunque i soldi si possono trovare in qualsiasi modo, no?>>
Giorgio, l'unico studioso della classe, invece:
<<Credo che lavorerò nell'ambito informatico; vorrei fare l'università, se riesco..>>
Gabriele, il più stronzo di tutti:
<<L'insegnante, perché no? Seduto su una sedia, con le mani appoggiate sulla cattedra a prender soldi mentre i miei alunni si scannano e diventano ancora più ignoranti>>
Un po' di litigio tra quest'ultimo e la prof e poi si riparte. Piano piano, testa dopo testa, stava arrivando il mio turno, ed io ho iniziato a morire lentamente. Avevo la sudarella a non finire, le mani mi si gelarono, sembrava che il cuore non mi battesse da quanto andava veloce e la gamba destra non si fermava: era pronta per suonare la batteria o per correre una maratona.
<<E tu Luca cosa vorresti fare appena uscito da qui?>>
In quell'attimo il tempo si è fermato: tutti i miei compagni si sono voltati verso di me, e sedendo all'ultimo banco ho cominciato a sentirmi oppresso: sentivo come una mano alla gola che stringeva e stringeva. Improvvisamente i loro occhi divennero enormi e arancioni: la testa di Marika compì un giro perfetto su se stessa, poi quella di Ludovica e anche quella di marco, finché le teste di tutti cominciarono a girare in sincronia e non sembravano volersi fermare.
<<Oh cazzo, oh cazzo, che roba è questa? Eppure non mi drogo! Succedeva ogni tanto prima, ma non ora.. Stai calmo Luca, stai calmo!>>
No, niente, non ci riuscivo: ero circondato da gufi, da gufi inesauribili. Guardai la prof e anche a lei cominciò a "girare la testa".
Io non so proprio cosa voglio fare della mia vita, è questo il problema.
<<Io-io..io non-non...basta, basta girare, basta!>>
Urlai con tutto il fiato che avevo in corpo e la situazione tornò come prima. Un attimo di silenzio tagliente, con gli sguardi che continuavano ad essere fissi su di me, e poi lo stomaco, che sembrava essere l'unica parte rimasta sana, non resse. E così, mio bel diario, ho vomitato sul banco. Non starò adesso a raccontarti i dettagli di come mi sia sentito dopo e di come mai in classe siamo magicamente rimasti solo io e la prof. Fatto sta che sono preoccupato: gufi? Sembrava tutto così reale... Forse sto proprio impazzendo, e poi mi rendo conto che ancora non so cosa voglio fare della mia vita e questa cosa mi fa vivere male, mi mette a disagio, e provoca i miei attacchi di panico: quando poi anche il più stronzo e il più delinquente sanno trovare una risposta a quella domanda. Oh Andrea, Andrea! Lui mi avrebbe dato una mano, mi avrebbe retto la testa quel giorno. Lui mi conosceva meglio di quanto io conosca me stesso, ma lo stanno ancora cercando, qualcuno lo sta facendo..
Alla prossima, diario.
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