domenica 5 ottobre 2014

Psycho 2014

Spesso gli esseri umani hanno il vizio di paragonare le persone senza cuore a oggetti inanimati. Ma non sanno che invece può capitare che un oggetto inanimato abbia più cuore delle persone stesse.
Quell'avida tettona bionda di cui mi ero follemente innamorato perché tutte le sere si lavava sotto il mio scroscio d'acqua, non aveva nessun rispetto per me. Come sua doccia conoscevo a memoria ogni singola parte del suo corpo, dai suoi capelli mossi e biondi che passava almeno due volte con lo shampoo e tre con il balsamo, a quelle sue tette rifatte dal padre chirurgo plastico, e soprattutto quella sua vagina che da tre mesi a questa parte prostrava ogni giorno ad un uomo diverso. Io non ne potevo più di avere una cavernicola assetata di sesso al mio cospetto, le sue urla mi facevano passare la voglia di continuare a funzionare, avrei preferito arrugginire pur di non sentire più quella sua voce. Lei doveva essere mia e solo mia, ma questo non l'aveva capito, così una sera decisi di mettere le cose in chiaro. Entrò nel bagno e come spesso capitava, cantava <Like a virgin> di Madonna, ma lei di vergine non aveva neanche il segno zodiacale. Si spogliò, mi regolò sull'acqua calda e alzò la manopola, ma io bloccai lo scroscio d'acqua. "Mi dispiace ma stasera niente bagno", le mormorai. "Che cosa? Chi è che parla?". "La tua doccia cara mia". Rimase un attimo perplessa, ma capì subito quello che stava succedendo. "Che cosa vuoi da me? Fai scendere immediatamente l'acqua sennò...", "Sennò che?" le risposi, "chiami l'idraulico così ti fai pure lui, puttana da quattro soldi che non sei altro?". Iniziavo a intravedere un velo di paura nei suoi occhi. "Come ti permetti, oggetto insolente che non sei altro, di darmi della puttana?". "Ah, perché forse non è vero che tutte le sere scopi con un uomo diverso davanti a me? Stavo proprio aspettando di beccarti da sola per fartela pagare". "Ma pagare di cosa? Tu hai solo una funzione: quella di lavarmi". "No, io avrei anche potuto amarti, avremmo potuto fare l'amore, ti sarei passato in mezzo alle gambe e ti avrei fatto godere più di qualsiasi altro uomo con l'uccello lungo due metri". "Tu non sei il mio uomo, io non posso innamorarmi di te né tu di me, non avremmo mai fatto l'amore, anzi domani ti riporto subito da chi ti ho comprato così non sentirò più queste stronzate, e adesso esco che ho freddo". "No, tu non vai da nessuna parte perché io ti uccido qui dentro, lurida vacca che non sei altro". La strangolai di netto e lei cadde a terra morta, la fissai per un po' per vedere se le tette rifatte si sarebbero sgonfiate, ma non succedesse niente. Adesso che lei non c'era più mi ero tolto un peso, ma mi mancava perché alla fine la amavo. Provai a togliermi la vita anche io cercando di annodarmi, sbattere contro il muro ma niente, alla fine aveva ragione: ero solo un oggetto. Adesso mi trovo qui con la sua sagoma sotto di me e una striscia bianca e rossa che mi passa attorno. E fortunatamente nessuno avrebbe mai dato la colpa a una doccia, ma mi sarebbe piaciuto allo stesso tempo essere davanti ai riflettori come l'altra famosa doccia, vabbé ma quella è un'altra storia. Quella era Psycho, ma ora siamo nel 2014...

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