Spesso
gli esseri umani hanno il vizio di paragonare le persone senza cuore
a oggetti inanimati. Ma non sanno che invece può capitare che un
oggetto inanimato abbia più cuore delle persone stesse.
Quell'avida
tettona bionda di cui mi ero follemente innamorato perché tutte le
sere si lavava sotto il mio scroscio d'acqua, non aveva nessun
rispetto per me. Come sua doccia conoscevo a memoria ogni singola
parte del suo corpo, dai suoi capelli mossi e biondi che passava
almeno due volte con lo shampoo e tre con il balsamo, a quelle sue
tette rifatte dal padre chirurgo plastico, e soprattutto quella sua
vagina che da tre mesi a questa parte prostrava ogni giorno ad un
uomo diverso. Io non ne potevo più di avere una cavernicola assetata
di sesso al mio cospetto, le sue urla mi facevano passare la voglia
di continuare a funzionare, avrei preferito arrugginire pur di non
sentire più quella sua voce. Lei doveva essere mia e solo mia, ma
questo non l'aveva capito, così una sera decisi di mettere le cose
in chiaro. Entrò nel bagno e come spesso capitava, cantava <Like
a virgin> di Madonna, ma lei di vergine non aveva neanche il segno
zodiacale. Si spogliò, mi regolò sull'acqua calda e alzò la
manopola, ma io bloccai lo scroscio d'acqua. "Mi dispiace ma
stasera niente bagno", le mormorai. "Che cosa? Chi è che
parla?". "La tua doccia cara mia". Rimase un attimo
perplessa, ma capì subito quello che stava succedendo. "Che
cosa vuoi da me? Fai scendere immediatamente l'acqua sennò...",
"Sennò che?" le risposi, "chiami l'idraulico così ti
fai pure lui, puttana da quattro soldi che non sei altro?".
Iniziavo a intravedere un velo di paura nei suoi occhi. "Come ti
permetti, oggetto insolente che non sei altro, di darmi della
puttana?". "Ah, perché forse non è vero che tutte le sere
scopi con un uomo diverso davanti a me? Stavo proprio aspettando di
beccarti da sola per fartela pagare". "Ma pagare di cosa?
Tu hai solo una funzione: quella di lavarmi". "No, io avrei
anche potuto amarti, avremmo potuto fare l'amore, ti sarei passato in
mezzo alle gambe e ti avrei fatto godere più di qualsiasi altro uomo
con l'uccello lungo due metri". "Tu non sei il mio uomo, io
non posso innamorarmi di te né tu di me, non avremmo mai fatto
l'amore, anzi domani ti riporto subito da chi ti ho comprato così
non sentirò più queste stronzate, e adesso esco che ho freddo".
"No, tu non vai da nessuna parte perché io ti uccido qui
dentro, lurida vacca che non sei altro". La strangolai di netto
e lei cadde a terra morta, la fissai per un po' per vedere se le
tette rifatte si sarebbero sgonfiate, ma non succedesse niente.
Adesso che lei non c'era più mi ero tolto un peso, ma mi mancava
perché alla fine la amavo. Provai a togliermi la vita anche io
cercando di annodarmi, sbattere contro il muro ma niente, alla fine
aveva ragione: ero solo un oggetto. Adesso mi trovo qui con la sua
sagoma sotto di me e una striscia bianca e rossa che mi passa
attorno. E fortunatamente nessuno avrebbe mai dato la colpa a una
doccia, ma mi sarebbe piaciuto allo stesso tempo essere davanti ai
riflettori come l'altra famosa doccia, vabbé ma quella è un'altra
storia. Quella era Psycho, ma ora siamo nel 2014...
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