Finalmente riesco a pubblicare questa tanto sudata puntata! XD
Spero come sempre che vi piaccia! Buona lettura! :)
La pioggia
Caro diario, in certi momenti il Sole proprio non lo sopporto: a volte preferirei piovesse per una settimana di fila o anche di più. Perché? Perché alla fine abbiamo tutti così tanta "paura" della pioggia? Perché ci rende più deboli e vulnerabili forse, non saprei.. E' proprio lì che sta il bello: è quando non ce la facciamo più e ci mostriamo per quello che siamo, senza maschere o niente che ci protegga, che vediamo quanto valiamo e scopriamo noi stessi. Quante volte magari abbiamo desiderato piovesse, perché quel Sole non può capirci: il sole non rispecchia l'animo umano. Il Sole finge ai miei occhi, la pioggia mai.
L'altro giorno quando sono andato da Valentina, quella mia compagna di classe, non pioveva e non c'era il Sole: era una giornata tutta da definirsi. L'appuntamento era per le quindici, ma io ho fatto un quarto d'ora di ritardo, anche perché non ne avevo voglia: quella io non l'ho mai potuta neanche vedere.Vive in una mega villa con giardino, suo padre è pieno di soldi, è un imprenditore anche se non ricordo mai di cosa.. Fatto sta che Valentina vive una vita molto agiata. Suonai ed aprì: mi guardo sbigottita, come se si fosse dimenticata del mio arrivo, aveva tutta la matita sbaffata e gli occhi gonfi, sembravano pieni di lacrime.
<<Posso entrare?>>
<<Sì..>>
Non disse altro, mi lasciò in piedi nel suo salone enorme, colmo di quadri ricchi di barche (si era sempre vantata di averne più di uno) e quando tornò era di nuovo truccata pesantemente, come fa sempre da quando la conosco.
<<Allora, che ci fai qui?>>
<<Come che ci faccio qui?>>
<<Cos'è, devi copiare qualcosa, i compiti non ti tornano? No, perché se è così devi sganciare dei soldi..>>
<<Valentina, stai bene? Dobbiamo fare quel progetto sulla famiglia di oggi, non ricordi? Siamo in coppia, io e te>>
<<Oh già, Luca, scusami: è che me ne ero proprio... Puff! Dimenticata>>
Notai che un po' barcollava e dalla sua bocca uscì un forte odore di alcool.
<<Hai bevuto?>>
<<No...>>
<<Davvero?>>
<<No...>>
<<Valentina, non ho voglia di stare qui, davvero...>>
<<Neanche io. Comunque sì, ho bevuto un po': mi sono fatta due bicchieri di amaro senza mangiare e non reggo molto l'alcool, io, anche se sto dando il meglio di me: sono riuscita anche a truccarmi senza sbaffarmi, o almeno credo..>>
<<OK, ora che lo so posso pure andarmene>>
Iniziò a canticchiare:
<<Ciao Luca, ciaooo Luca, vattene anche tu dalla mia vitaaa, ciao Luca, ciaooo Luca, ciao. tutti ve ne andate ed io rimango qui>>
"Chi è che se n'è andato? Che ha questa ragazza nella testa?" pensai. Alla fine non potevo lasciarla sola e brilla in quell'enorme casa: anche se non la sopportavo non volevo si facesse male.
<<Dai rimango. Vieni, andiamo un po' fuori>>
Qualche sporadica goccia scendeva dal cielo, ma non importava. Ci mettemmo sulla panchina che tiene in giardino, nell'attesa che i suoi occhi si rimettessero.
<<Vuoi una sigaretta, Valentina?>>
<<Sì, grazie... Luca, secondo te perché ci fanno fare una ricerca sulla famiglia "moderna"? Fanno così tanto schifo?>>
<<Può darsi..>>
<<La tua fa schifo?>>
<<E' troppo piccola per farlo... Direi che non fa niente..>>
<<Ahahah>>
<<Cosa?>>
<<E' che sei troppo forte! Che vuol dire che non fa niente?>>
<<Che non è né bella né brutta: alla fine siamo solo io e mia madre e quindi siamo una coppia. In un rapporto di coppia ci sono sempre degli alti e bassi, ecco tutto...>>
<<Sì, certo, in questo caso bassi del tipo: "Ehi mamma, perché cazzo hai comprato i broccoli se sai che non mi piacciono?" "Perché fanno bene! E poi, da quando non ti piacciono?" "Come, mamma? Non mi piacciono da sempre.." ahahaah>>
<<Tu stai fuori>>
Rideva come una disperata e risultava anche simpatica da brilla: i suoi occhi sembrarono riaccendersi, poi improvvisamente si rispensero e lei diventò seria.
<<La mia famiglia invece fa schifo... Sai, tanti ci giudicano per i soldi, la gente parla e dice: "Cosa potrà mai mancare alla moglie e alla figlia di un imprenditore?" Che tra l'altro si occupa di tante di quelle cose che non me ne ricordo neanche mezza.. "Beati loro che vivono senza problemi, senza dover pagar l'affitto e senza aver paura di non riuscire ad arrivare a fine mese" Non posso biasimarli: questo è vero. Ma non è tutto così semplice: i soldi sono solo la nostra maschera. Mio padre non c'è mai a casa, è pieno di donne, e l'ho visto più di una volta baciarsi con persone che non fossero mia madre; e lei appunto non si ribella a ciò perché le piace fare questa vita da mantenuta, anche perché sennò non saprebbe cos'altro fare... E così ogni tanto cade in un profondo stato di depressione che se la porta via: non sa più chi è né chi sono io... Mi abbandona così..>>
<<Mi dispiace, Valentina, non lo sapevo..>>
<<Nessuno lo sa, e non so neanche perché... Oddio, scusa!>>
Incominciò a vomitare ed io girai la testa: mi fa parecchio schifo, il vomito. Pensai che siamo talmente soli che non riusciamo a rendercene conto, a volte.
Quelle gocce sporadiche cominciarono a diventare sempre più frequenti, ed iniziò a piovere di brutto.
<<Forse è meglio se rientriamo, Valentina>>
<<Un attimo, un attimo, aspetta: voglio sentire questa pioggia sulla mia pelle. L'ombrello è una grande invenzione, ma a volte non ne abbiamo bisogno: a volte abbiamo solo bisogno di questo!>>
Un'altra volta sotto la pioggia con i pensieri che scivolavano via, insieme ad un'altra visione. Un uomo con due baffi enormi rivolti all'insù, con i miei stessi occhi grandi e celesti: mi si avvicina, mi accarezza la faccia e mi sussurra nell'orecchio:
<<Scusa>>
Poi chiusi gli occhi, e quando li riaprii non c'era più.
A volte abbiamo bisogno di qualcuno che ci chieda scusa, e quando piove è proprio la pioggia stessa a farlo.
Valentina sembrava in estasi, e tutto il trucco piano piano le si sciolse sul viso: era molto più carina senza. E' stata una delle giornate più strane della mia vita, ed ho trovato finalmente qualcuno che la pensa come me. Adesso, Valentina, la sopporto un po' di più e forse comprendo meglio certi suoi atteggiamenti.
Era una giornata indefinita, finita nella pioggia, e va bene così...
Alla prossima, diario.
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