Come sempre, sono aperta alle vostre osservazioni, e spero vi piaccia! Alla prossima puntata quindi, buona lettura! :)
Gufi
Caro diario, spesso mi sento inutile e privo di senso.
Caro diario, non faccio altro che sentirmi confuso e triste quando so che dovrebbe essere il contrario, ma mi è difficile pensare positivo in questa vita.
Caro diario, sono un maschio di diciotto anni e per sfogarmi ho dovuto comprare un "diario" perché fondamentalmente non posso parlare con nessuno e non c'è persona che mi capisca realmente. Tutti i miei coetanei stanno a pensare ai propri telefonini e alle cazzate per mascherare quello che provano veramente: la loro rabbia per le loro famiglie imperfette, lo schifo per i loro fisici che vorrebbero eliminare, la paura del futuro, eccetera..
Io non sono così: ho provato a mascherare il dolore tante e tante volte, ma mi sono quasi ucciso per questo. Ah, quanto mi manca Andrea, il mio migliore amico..!
Sono un po' depresso? Sì, ed anche abbastanza; ma quello che mi preoccupa di più in questo momento è l'episodio successo circa una settimana fa...
Dodici e trenta del mattino: scuola professionale, materia economia, professoressa Zilli, quinto anno scolastico e terzo giorno di scuola.
Da parte della donna arrivò la famosa domanda:
<<Ragazzi, che cosa volete fare da grandi?>>
Marco, il delinquente di turno, rispose:
<<Quello che capita, basta lavorare.. Poi comunque i soldi si possono trovare in qualsiasi modo, no?>>
Giorgio, l'unico studioso della classe, invece:
<<Credo che lavorerò nell'ambito informatico; vorrei fare l'università, se riesco..>>
Gabriele, il più stronzo di tutti:
<<L'insegnante, perché no? Seduto su una sedia, con le mani appoggiate sulla cattedra a prender soldi mentre i miei alunni si scannano e diventano ancora più ignoranti>>
Un po' di litigio tra quest'ultimo e la prof e poi si riparte. Piano piano, testa dopo testa, stava arrivando il mio turno, ed io ho iniziato a morire lentamente. Avevo la sudarella a non finire, le mani mi si gelarono, sembrava che il cuore non mi battesse da quanto andava veloce e la gamba destra non si fermava: era pronta per suonare la batteria o per correre una maratona.
<<E tu Luca cosa vorresti fare appena uscito da qui?>>
In quell'attimo il tempo si è fermato: tutti i miei compagni si sono voltati verso di me, e sedendo all'ultimo banco ho cominciato a sentirmi oppresso: sentivo come una mano alla gola che stringeva e stringeva. Improvvisamente i loro occhi divennero enormi e arancioni: la testa di Marika compì un giro perfetto su se stessa, poi quella di Ludovica e anche quella di marco, finché le teste di tutti cominciarono a girare in sincronia e non sembravano volersi fermare.
<<Oh cazzo, oh cazzo, che roba è questa? Eppure non mi drogo! Succedeva ogni tanto prima, ma non ora.. Stai calmo Luca, stai calmo!>>
No, niente, non ci riuscivo: ero circondato da gufi, da gufi inesauribili. Guardai la prof e anche a lei cominciò a "girare la testa".
Io non so proprio cosa voglio fare della mia vita, è questo il problema.
<<Io-io..io non-non...basta, basta girare, basta!>>
Urlai con tutto il fiato che avevo in corpo e la situazione tornò come prima. Un attimo di silenzio tagliente, con gli sguardi che continuavano ad essere fissi su di me, e poi lo stomaco, che sembrava essere l'unica parte rimasta sana, non resse. E così, mio bel diario, ho vomitato sul banco. Non starò adesso a raccontarti i dettagli di come mi sia sentito dopo e di come mai in classe siamo magicamente rimasti solo io e la prof. Fatto sta che sono preoccupato: gufi? Sembrava tutto così reale... Forse sto proprio impazzendo, e poi mi rendo conto che ancora non so cosa voglio fare della mia vita e questa cosa mi fa vivere male, mi mette a disagio, e provoca i miei attacchi di panico: quando poi anche il più stronzo e il più delinquente sanno trovare una risposta a quella domanda. Oh Andrea, Andrea! Lui mi avrebbe dato una mano, mi avrebbe retto la testa quel giorno. Lui mi conosceva meglio di quanto io conosca me stesso, ma lo stanno ancora cercando, qualcuno lo sta facendo..
Alla prossima, diario.
Nessun commento:
Posta un commento